Save The Children: in Italia il 14,2% della popolazione sotto i 17 anni vive in povertà assoluta

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Gli ultimi dati diffusi da Save The Children, in occasione di IMPOSSIBILE 2022, evento che ha preso il via a Roma il 19 maggio e si concluderà il 22, determinano che il 14,2% della popolazione italiana sotto i 17 anni vive in assoluta povertà. L’Italia è definita uno dei Paesi europei più ingiusti rispetto ai giovanissimi.

SAVE THE CHILDREN: I DATI SULLA POVERTÀ

I numeri riportati da Save The Children allarmano e non poco. Benché il focus sia sempre sull’occupazione delle fasce d’età più elevate, poco si ragiona su quanto anche i giovanissimi, bambini e adolescenti, vivano in condizioni di grande disagio e povertà.

Stando ai dati inseriti nel rapporto, ogni bambino nato in Italia ha il triplo delle possibilità di trovarsi in condizioni di povertà assoluta rispetto a chi ha superato il sessantacinquesimo anno di età e il doppio rispetto al resto della popolazione.

Inoltre, nel documento si evidenzia anche che la dispersione scolastica implicita, ossia il mancato raggiungimento di un livello minimo di competenza tra i 15 e i 16 anni, riguarda quasi la metà degli studenti italiani. A tal proposito, il 45% degli studenti ha forti carenze in italiano e il 51% in matematica.

È necessario precisare che questo tipo di dati è determinato anche dalle problematiche verificatesi soprattutto durante le prime fasi della pandemia. Chiusura delle scuole e dad hanno creato non poche difficoltà, soprattutto nella continuità dell’apprendimento.

In tale contesto si configura anche la preoccupazione sulla crescita costante di NEET nel nostro Paese. Il rapporto riferisce che in Sicilia, Campania e Calabria per due giovani occupati altri tre sono totalmente fuori dal mondo dello studio e del lavoro.

SAVE THE CHILDREN LANCIA L’ALLARME

Il presidente di Save The Children Italia, Claudio Tesauro, ha riferito: “L’incapacità di un ragazzo/a di 15 anni di comprendere il significato di un testo scritto, è al 51%. Un dramma, non solo per il sistema di istruzione e per lo sviluppo economico, ma per la tenuta democratica di un paese. I più colpiti sono gli studenti delle famiglie più povere, quelle che vivono al sud e quelle con background migratorio”.

Considerata la situazione, sembra inevitabile un cambio di rotta. Il Governo ha già risposto all’allarme lanciato da Save The Children affermando che nel PNRR sono state messe a punto delle misure ad hoc per i giovani, in termini di istruzione e occupazione, in modo da dare opportunità e migliorare ciò che attualmente versa in condizioni critiche.

In riferimento al PNRR, sosteniamo che solo se le risorse verranno effettivamente gestite nel modo corretto le opportunità di cui sopra saranno concrete. Nessuno deve essere lasciato indietro. A livello nazionale ed europeo dovranno essere fatte scelte coraggiose e concrete, volte e garantire un futuro degno alle nuove generazioni.

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