Giornata mondiale del patrimonio audiovisivo

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27.10.2022

La Giornata mondiale del patrimonio audiovisivo, conosciuta internazionalmente come The World Day for Audiovisual Heritage (WDAH), è la giornata dedicata all’importanza degli audiovisivi.

L’UNESCO – Organizzazione delle Nazioni Unite per l’educazione, la scienza e la cultura – nel 2005 ha istituito la ricorrenza per commemorare l’adozione da parte della XXI Conferenza generale, nel 1980, della conservazione delle immagini in movimento e la loro tutela. Quest’anno, poi, la Giornata cade nel 30° anniversario dell’istituzione del Programma della Memoria del mondo.

L’UNESCO ha dichiarato il 27 ottobre Giornata mondiale per il patrimonio audiovisivo. È l’occasione per la promozione della consapevolezza dell’importanza di immagini e suoni per la memoria collettiva, come anche quello di ricordare il ruolo dell’audiovisivo nel contribuire alla difesa della pace. Non è secondario lo scopo di sensibilizzare i Governi, le imprese private e la società civile sul valore del patrimonio documentario audiovisivo e sull’opportunità di valutare le proprie prestazioni e i progetti istituiti in questo ambito.

Per questo l’Archivio Unesco ha lanciato il progetto “Digitalizzazione della nostra storia comune dell’Unesco”.

Prendendo spunto dall’Agenda 2030 per lo Sviluppo sostenibile, il patrimonio documentario, come risorsa informativa, si presta sia alla componente “accesso pubblico all’informazione” del Target 16.10 dell’SDG 16 sia alla sua componente “libertà fondamentali”. Per quanto riguarda il tema della celebrazione, mentre la questione di garantire l’accesso universale al patrimonio documentario rimane una preoccupazione fondamentale, c’è una forte attenzione su come il patrimonio documentario può essere utilizzato per promuovere società inclusive, giuste e pacifiche.

Tutti i paesi del mondo sono invitati a prendere parte ogni anno alla giornata mondiale del patrimonio audiovisivo, dando vita a progetti legati alle tematiche correnti e rendendo accessibili al pubblico le collezioni in loro possesso. L’iniziativa è volta a dimostrare il valore dei patrimoni audiovisivi dell’intera popolazione del pianeta.

In questa data gli enti e le realtà che possono vantare patrimoni audio video si propongono di trasmettere e far conoscere gli eventi, i siti web e i progetti di ricerca o di salvaguardia legati all’audiovisivo, allestendo delle iniziative che promuovano o, per lo meno, attirino l’attenzione sulle collezioni o sui progetti di valorizzazione visibili sui social media o i siti web.

Quest’anno il titolo dato alla ricorrenza è: “La tua finestra sul mondo: arruolare il patrimonio documentario per promuovere società inclusive, giuste e pacifiche”.

Dal sito dell’UNESCO si può leggere:  Le questioni chiave che possono definire la celebrazione del 30° anniversario includerebbero: Identificare il patrimonio documentario, compreso quello iscritto nei registri nazionali, regionali e internazionali del Programma MoW, che promuove una maggiore comprensione e dialogo tra le culture. 

Celebrare il patrimonio documentario di gruppi emarginati, come gli indigeni. Gli Stati membri che ospitano tali gruppi potrebbero prendere in considerazione l’evidenziazione di questo aspetto delle loro società al fine di promuovere l’inclusività, rafforzando così la possibilità di una convivenza giusta e pacifica.  Evidenziare le disuguaglianze di genere nell’accesso e nell’utilizzo del patrimonio documentario in archivi, biblioteche, musei, ecc. 

Celebrare documenti nazionali di importanza mondiale che hanno avuto un impatto fenomenale su una comunità, una cultura, un paese o l’umanità in generale. Molti esempi abbondano, ma la determinazione di questi è lasciata agli Stati membri.  Sfruttare il valore educativo del patrimonio documentario per arricchire i curricula esistenti con fonti primarie sottoutilizzate.  Esplorare come i media e i giornalisti possono sfruttare il valore storico del patrimonio documentario per la cronaca contemporanea sui temi dello sviluppo sostenibile. 

Celebrare i documenti nazionali, regionali e internazionali che possono essere considerati i maggiori contributi alla realizzazione di società inclusive, giuste e pacifiche in un particolare contesto nazionale, regionale o internazionale.  Evidenziando le migliori pratiche in materia di tutela del patrimonio documentario a rischio.

Quando si parla di audiovisivo ci si riferisce a tutti quei documenti costituiti da immagini e suoni su supporti particolari, come ad esempio un film, un programma televisivo, delle riprese libere, ecc.

Da sempre il suono e l’immagine sono considerati le forme che in maniera più diretta rappresentano con linguaggi particolari la realtà esterna e l’interiorità di ciascuno. In questo percorso, disciplinato dalle forme che nel tempo sono state utilizzate, il valore della testimonianza ha contribuito ad affermare il nuovo strumento che ha permesso di coniugare immediatezza e tecnologia, contribuendo a segnare l’epoca contemporanea con uno strumento che supera, soprattutto con il digitale, barriere, distanze  e differenze culturali per un approccio dinamico alla costruzione della conservazione storica delle identità o degli immaginari individuali e collettivi, soprattutto, nell’arte.

L’Istituto studi sindacali Italo Viglianesi ha gestito per sé e per la UIL e ha prodotto, nel tempo, questo tipo di documentazione, avendo cura nella conservazione – che prevede modalità particolari – di lasciare che restassero utilizzabili. Anzi digitalizzando e pubblicando quelle parti che, in maniera originale, potevano raccontare la storia della UIL dinamicamente.

I materiali audiovisivi come oggetti del patrimonio documentario offrono una finestra sul mondo. Quando si osservano eventi a cui non si è potuto partecipare, si ascoltano voci del passato che non possono più parlare o si creano storie che informano o divertono perché tutto è stato conservato si adempie al mandato dell’Unesco di promuovere il “libero flusso di idee attraverso la parola e l’immagine” come rappresentazione del nostro patrimonio e della nostra memoria comune.

Gli archivi audiovisivi raccontano le storie delle persone e delle organizzazioni. Rappresentano un patrimonio inestimabile di memoria collettiva e una preziosa fonte culturale di conoscenza del nostro Paese e in particolare della nostra comunità. Preservare questo patrimonio, renderlo accessibile e fruibile al pubblico e alle generazioni future è un obiettivo fondamentale per tutte le istituzioni della memoria, affinché non si perda nulla.

Paolo Saija

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