Il cibo del futuro: Cosa mangeremo tra 50 anni?

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16.08.2022

Ormai lo abbiamo sentito mille volte riguardo al cibo e, come giovani, la cosa ci riguarda direttamente. Tra 50 anni la nostra dieta sarà nettamente diversa da quella attuale, con tanti alimenti che ad oggi sembra impensabile – per la nostra cultura – poter mangiare. La parola d’ordine è sostenibilità, ed ecco serviti insetti, alghe (molte più di adesso) e carne fatta in laboratorio.

Gli insetti: nutrienti a basso costo

“Che schifo”. Già si intravedono le prime reazioni, anche se in altre culture – soprattutto in Asia – sono già presenti sulle tavole. E c’è già chi è pronto a scommettere che, presto, arriveranno anche sulle nostre, come Andrea Ghiselli, presidente della Società Italiana di Scienze dell’Alimentazione: “di certo saranno sempre più usati nei mangimi per gli allevamenti e prima o poi entreranno nell’alimentazione umana trasformati, per esempio sotto forma di farine”. Sì. perché gli insetti sono pienissimi di proteine e hanno un costo molto ridotto, quindi sia da un punto di vista della sostenibilità che dei valori nutritivi sembra impensabile – in un mondo sempre più in sofferenza – evitarli. Addirittura, alcuni di questi, come il grillo domestico, la locusta e la tarma della farina, hanno avuto parere favorevole all’uso umano dall’Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare (EFSA).

Carne e verdura sintetica: distopia o realtà?

Zero sprechi di produzione, zero antibiotici, carne vera ma non troppo. Anche i cibi da laboratorio assumono sempre più importanza nelle previsioni di quelli che saranno i cibi del futuro. Le varianti sono tante: carne in provetta ottenuta dalle cellule staminali, al cibo su misura (anche la carne) dal punto di vista nutritivo stampato in laboratorio con stampanti 3D.

Si stanno facendo passi da gigante con il cibo stampabile, un business che tra dieci anni varrà almeno qualche decina di miliardi di dollari: basti pensare che a Singapore, alla Nanyang Technological University, è stato messo a punto un sistema che consente di creare inchiostri alimentari a partire dalle verdure.

Ad oggi però sia la carne “in provetta” che i cibi stampati hanno prezzi inaccessibili al mercato comune – un hamburger in coltura arriva anche al prezzo di 150 dollari – ma ovviamente i prezzi sono inversamente proporzionali alla ricerca in questo campo.

Perché questa esigenza? Perché consumiamo troppa carne, fa male al mondo

Ad oggi l’allevamento di animali da macello è responsabile, da solo, del 15% del totale di tutte le emissioni di gas serra di origine antropica e addirittura quasi un terzo del consumo d’acqua nelle attività umane è impiegato per l’allevamento di animali da carne. Numeri insostenibili se pensiamo al lungo periodo. Oltretutto l’essere umano mediamente consuma troppa carne, il che non fa bene in primis alla sua salute. Ed ecco fatto, il numero di vegetariani e vegani è in aumento e la tecnologia fa passi da gigante per sostituire la carne con alternative più sostenibili!

Riccardo Imperiosi, Giovane Avanti

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