UILPA – FUNZIONI CENTRALI – Contratto Funzioni Centrali 2019-2021

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09.05.2022

Sottoscritta il 21 dicembre 2021 la preintesa –  il 9 maggio 2022 è arrivata la firma definitiva –  per il rinnovo del CCNL del comparto Funzioni centrali 2019 -2021. Hanno aderito, oltre che Fp Cgil, Cisl Fp, Uil Pa, anche le OO.SS. Confsal – Unsa, Confintesa FP ed Flp – Cgs.

Il risultato arriva al termine di un lungo negoziato aperto dopo la stipula del Patto per l’innovazione del lavoro pubblico e la coesione sociale del 10 Marzo 2021, sottoscritto dal Governo e da Cgil, Cisl e Uil, che ha costruito le premesse del risultato di oggi. Un risultato auspicato ma non scontato per un contratto chiamato a riscrivere l’ordinamento professionale di amministrazioni molto diverse fra loro.

Un contratto con molti aspetti innovativi, in quanto:

aggiorna i contenuti del CCNL 2016 – 2018, migliorando la fruizione frazionata dei congedi dei genitori, le tutele in caso di gravi patologie richiedenti terapie salvavita e quelle per le donne vittime di violenza, e riducendo a 10 giorni il periodo di malattia al di sotto del quale scatta la decurtazione del trattamento economico accessorio imposta dalla legge e sulla quale il contratto non può intervenire;

rafforza le relazioni sindacali, rilanciando il ruolo della contrattazione collettiva integrativa;

rivede l’Ordinamento professionale con la previsione di quattro Aree (Area degli Operatori, Area degli Assistenti, Area dei Funzionari e Area delle Elevate professionalità), all’interno del quale il personale verrà inquadrato per famiglie professionali con competenze omogenee;

definisce un nuovo sistema delle progressioni economiche orizzontali, più semplice e trasparente, attraverso differenziali stipendiali che sostituiscono posizioni e fasce economiche; esso offrirà maggiori opportunità di sviluppo economico in tutte le amministrazioni e nuove possibilità di progressione anche ai lavoratori oggi collocati nelle fasce/posizioni apicali di ciascuna area;

prevede procedure attuative delle tabelle di corrispondenza fra vecchio e nuovo ordinamento che le amministrazioni dovranno attuare al fine di dare compimento alle previsioni del DL 80/2021, consentendo il passaggio fra le Aree sulla base di requisiti che valorizzeranno l’esperienza maturata, le competenze acquisite e i titoli di studio posseduti;

scrive una disciplina del lavoro a distanza, nelle due forme del lavoro agile senza vincolo di tempo e del lavoro da remoto con vincolo di tempo.

Un contratto è sempre una sintesi, un punto di incontro rispetto ai diversi interessi e il risultato raggiunto, pur positivo ed importante, non riesce a cogliere tutte le necessità del lavoro pubblico che pure avevamo cercato di sintetizzare nelle nostre piattaforme. L’esito risente dei numerosi limiti legislativi e di carattere finanziario che non ci hanno consentito di realizzare tutti gli obiettivi che avevamo assunto all’inizio del negoziato. Fra questi e gli aspetti non compiutamente soddisfacenti ricordiamo:

la necessità di migliorare ulteriormente le forme partecipative previste dal contratto e le relazioni sindacali (anche per i noti limiti legislativi che impediscono alla contrattazione di intervenire sugli aspetti relativi all’organizzazione del lavoro e degli uffici);

l’obiettivo di migliorare gli istituti di tutela normativa (disciplina delle assenze e dei congedi, tutela della salute, welfare contrattuale);

la previsione di una quarta Area imposta dal DL 80/2021, finanziata direttamente dalle risorse delle Amministrazioni a valere sulle facoltà assunzionali che nascerà vuota e il cui accesso dovrà valorizzare, a nostro avviso, le competenze specialistiche acquisite e le responsabilità di natura gestionale e professionale maturate dal personale già in servizio. Abbiamo per questo preteso che i requisiti di accesso prevedano, di norma, accanto al titolo di Studio imposto per l’accesso all’Area, una qualificata esperienza lavorativa in funzioni specialistiche o di responsabilità che possono anche richiedere l’iscrizione all’albo;

l’impossibilità (per l’indisponibilità della controparte) di prevedere un’Area di sbocco e di tutela per la valorizzazione dei professionisti per il cui lavoro è prevista l’iscrizione all’albo o l’abilitazione professionale.

In sintesi, si tratta di un testo contrattuale che offre opportunità straordinarie di riqualificazione fra le aree, di sviluppo economico, di valorizzazione professionale dopo tanti anni di contratti difensivi, blocchi e mortificazioni economiche e professionali dei lavoratori e delle lavoratrici pubblici.

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