I contenuti prima delle formule. Se non rivendichiamo una politica salariale dobbiamo cambiare mestiere

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Nei giorni scorsi abbiamo sentito un Sindacalista, segretario di categoria di un’altra Organizzazione, affermare che i suoi interlocutori sono le aziende.

Si sbaglia. I nostri interlocutori sono gli iscritti ed i lavoratori che rappresentiamo. Fare i Sindacalisti vuol dire ascoltare le persone e provare ad esserne portavoce delle loro istanze. Sono mesi che, in giro per il Paese, raccogliamo ogni giorno rabbia e voglia di cambiamento.

Quella rabbia e voglia di cambiamento per le quali abbiamo fatto uno sciopero generale, mentre qualcuno era a casa, “in modo responsabile”. Quel qualcuno oggi dice: il recupero dell’inflazione facciamolo con la politica dei redditi. La politica dei redditi, mi riferisco alla battaglia per abbattere il lordo in busta paga, non solo noi l’abbiamo chiesta e la continuiamo a chiedere, ma siamo proprio andati in piazza per rivendicare la riduzione del cuneo fiscale, mentre quel qualcuno ci attaccava o faceva distinguo.

Se non rivendichiamo una politica salariale noi dobbiamo cambiare mestiere.

Se qualcuno ci vuole interrogare sul patto SI o sul patto NO, noi diciamo che quello è Natale a casa Cupiello: te piace o’ presepe? Lasciamo queste alchimie agli altri, noi siamo per entrare nel merito delle questioni, siamo per i contenuti.

Urge una riforma del lavoro, una del fisco e del welfare con l’obiettivo di aggredire le disuguaglianze e dare risposte urgenti e solide per le persone. E sul PNRR chiediamo in modo determinato un cronoprogramma chiaro e di calcolare l’impatto occupazionale delle varie misure. E dovremmo rivendicare tutto questo intanto come Sindacato Confederale, in modo unitario. Noi non avremmo mai negato la parola ad un’Organizzazione confederale che non la pensa come noi. Al congresso della UIL Marche di ieri ne abbiamo dato limpida dimostrazione ed abbiamo battuto le mani.

Noi siamo abituati a misurarci sulle cose concrete. Noi continueremo a chiedere e rivendicare le cose giuste, quelle che sentiamo dai nostri iscritti e dalle persone che rappresentiamo.

 

 

PierPaolo Bombardieri

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