Pensioni al palo. Aumenti modesti che non recuperano il potere d’acquisto

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18.12.2025

La rivalutazione delle pensioni è uno dei temi più importanti per milioni di pensionate e pensionati italiani. Ogni anno, infatti, gli assegni vengono adeguati all’andamento dell’inflazione attraverso il meccanismo della perequazione automatica, con l’obiettivo (il più delle volte non effettivamente raggiunto) di tutelare il potere d’acquisto di pensionate e pensionati.

Con una inflazione dell’1,4%, infatti, gli aumenti previsti per il 2026 sono molto contenuti.

Il meccanismo

Il sistema di perequazione non applica la stessa percentuale di aumento a tutte le pensioni. L’indicizzazione avviene per scaglioni legati al trattamento minimo:

  • 100% dell’inflazione fino a 4 volte il trattamento minimo (circa 2.413,60 euro);
  • 90% dell’inflazione tra 4 e 5 volte il minimo (fino a 3.017 euro);
  • 75% dell’inflazione oltre le 5 volte il minimo.

Questo meccanismo fa sì che:

  • le pensioni basse e medio-basse recuperino interamente l’inflazione;
  • le pensioni medio-alte e alte abbiano una rivalutazione ridotta, con una perdita reale di potere d’acquisto.

Inflazione all’1,4%

Da questa tabella si può capire concretamente quanto aumentano le pensioni nel 2026,

Pensione iniziale (€) Aumento mensile (€) Pensione finale (€)
1.000 14,00 1.014,00
1.200 16,80 1.216,80
1.500 21,00 1.521,00
2.000 28,00 2.028,00
2.500 34,88 2.534,88
3.000 41,39 3.041,39
3.500 46,46 3.546,46

 

Rivalutazione pensioni 2026 e potere d’acquisto: perché gli aumenti non bastano

Nonostante la rivalutazione delle pensioni, gli aumenti simulati risultano insufficienti rispetto al costo reale della vita.
Negli ultimi anni, infatti, i pensionati hanno dovuto affrontare:

  • aumento dei prezzi dei beni alimentari,
  • crescita dei costi sanitari privati,
  • rincari su energia, trasporti e servizi,
  • maggiore pressione fiscale indiretta.

Un aumento di 21 euro su una pensione da 1.500 euro, o di 46 euro su una pensione da 3.500 euro, non è sufficiente a compensare l’aumento strutturale delle spese mensili. Anche perché si tratta di importi lordi.

La rivalutazione delle pensioni è insufficiente: serve tagliare le tasse ai pensionati

Con l’inflazione dell’1,4%, come abbiamo visto, gli aumenti saranno modesti e non in grado di garantire un vero recupero del potere d’acquisto.

Senza interventi strutturali sulla fiscalità, come una riduzione delle tasse sui redditi da pensione, la rivalutazione resta uno strumento necessario ma insufficiente per garantire una vita dignitosa a chi vive con un reddito fisso.

Ufficio Comunicazione Uil Pensionati

 

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