L’invasione silenziosa: le auto cinesi conquistano l’Italia mentre la produzione nazionale arranca
28.01.2026
Tempesta perfetta. Questa è l’immagine nitida che viene fuori dalla ricerca realizzata dalla Uilm nazionale sulla base dei dati pubblicati da UNRAE, Unione Nazionale Rappresentanti Autoveicoli Esteri, rispetto al mercato auto negli anni 2024 e 2025.
I Gruppi automobilistici cinesi, silenziosamente ma inesorabilmente, stanno conquistando l’Italia, che è alle prese con immatricolazioni in calo e una produzione ai livelli del Dopoguerra.
Elettrico e non solo
In particolare, si è evidenziato come nel 2025, mentre il mercato italiano delle auto elettriche è cresciuto del 44% rispetto all’anno precedente, i brand cinesi hanno registrato un aumento esponenziale, pari al 336%, arrivando a quasi un quinto del totale delle vendite.
L’incremento a doppia cifra dell’elettrico è dovuto, in gran parte, all’introduzione di nuovi incentivi statali e comunque a usufruirne maggiormente sono state le case cinesi.
Ma il boom è molto più ampio e riguarda anche il mercato nazionale complessivo, incluse le alimentazioni tradizionali. Nello specifico, mentre le immatricolazioni in Italia nel 2025 hanno registrato un lieve calo del 2,1%, le vendite dei gruppi cinesi sono raddoppiate, raggiungendo una quota del 6,5% sul totale nazionale.
Produzione come nel Dopoguerra
Mentre si resta inermi di fronte all’invasione di auto cinesi, forti anche dei prezzi che sbaragliano la concorrenza, la produzione nazionale è ai minimi storici, tornando ai livelli di 70 anni fa.
Nel 2025, tra i 50 modelli più venduti in Italia, solo due sono prodotti nel nostro Paese: la Fiat Panda e l’Alfa Romeo Tonale, entrambe realizzate a Pomigliano d’Arco.
Mentre, per quanto riguarda il mercato elettrico, troviamo solamente un modello prodotto nel nostro Paese, quello della 500 elettrica di Mirafiori, le cui vendite sono crollate nell’ultimo anno e che ormai rappresenta una quota marginale.
Allarme inascoltato
Per anni abbiamo lanciato un grido d’allarme sull’invasione cinese grazie ai prezzi bassi, ma non siamo stati ascoltati dal Governo e dalla Commissione Europea. Ora ci troviamo di fronte a un bivio pericoloso ed è il momento di agire, prima che sia troppo tardi.
A Stellantis chiediamo l’urgenza di assegnare nuovi modelli – specialmente ibridi – in tutti i siti produttivi italiani per salvaguardare l’occupazione e aumentare la produzione, ormai al lumicino. Inoltre, c’è necessità di un piano industriale concreto e in tempi rapidi, perché non si può attendere giugno, mese nel quale l’AD Filosa ha dichiarato che verrà presentato.
Al Governo chiediamo politiche industriali solide e concrete, investimenti ingenti e la fine delle passerelle dei tavoli ministeriali che, fino ad oggi, si sono rivelati inutili e inefficaci. A partire da quello che si terrà il 30 gennaio prossimo al MIMIT.
All’Unione europea sollecitiamo la necessità di una completa revisione del Green Deal, togliendo le regole assurde della transizione ecologica che rischiano di cancellare un’intera filiera, e la difesa di un settore strategico contro l’invasione di auto cinesi.
Senza una scossa immediata il rischio concreto è la perdita definitiva di una filiera fondamentale per l’economia e l’identità industriale sia del Paese che dell’Europa, con effetti occupazionali, sociali e industriali senza precedenti.
Ufficio Comunicazione UILM
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