Ciclone Harry: agrumi siciliani in ginocchio. Necessario puntare sulla prevenzione
26.02.2026
Il ciclone Harry ha danneggiato tra il 35% e il 45% della produzione di agrumi tra Catania e Siracusa: un distretto che da solo conta 28mila ettari di agrumeti, di cui 7mila certificati per l’arancia rossa Igp. Numeri che, al di là del dover fronteggiare l’emergenza, rilanciano la necessità di adottare nuove misure di prevenzione: dal rinvio del termine per presentare le domande di aiuto per il settore ortofrutticolo allo sblocco di fondi EBAS a sostegno delle aziende colpite, fino al lancio da parte del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE) di un sistema di monitoraggio e prevenzione dei rischi ambientali.
Tra danni e recupero
Di tutte le arance siciliane distrutte o rovinate, una parte potrà essere recuperata, l’altra verrà destinata alle industrie per la produzione di succhi. Per evitare sprechi il Consorzio Arancia Rossa di Sicilia IGP ha lanciato una campagna social per promuovere il consumo del frutto. Lo slogan scelto, “Più forte del vento, più rossa che mai”, è simbolo della resilienza e della qualità della filiera.
Non solo Sicilia. Danni significativi si sono riscontrati anche nel sud della Sardegna, dove il ciclone ha colpito gli impianti di acquacoltura e l’ortofrutta in serra. Più contenute le conseguenze in Calabria, dove la cipolla di Tropea è stata meno esposta al maltempo, mentre le coltivazioni più a rischio (vigneti e oliveti) a gennaio erano già state raccolte.
Fondi, aiuti e prevenzione
Ammontano a 100 milioni i primi fondi stanziati dal Governo per le tre regioni, a fronte di una stima totale dei danni che ammonta a circa 2 miliardi di euro, di cui 1 riguarda la sola Sicilia. Proprio in questa regione, le aziende chiedono liquidità immediata, l’anticipo degli aiuti Pac e misure strutturali per investire in reti e coperture protettive contro eventi estremi.
Secondo un report di Legambiente, dal 2015 al 2025 in Italia si sono verificati 811 eventi meteo estremi in 136 comuni con più di 50 mila abitanti; di questi solo il 39,7% ha adottato una strategia di adattamento.
Per agevolare l’accesso ai sostegni da parte degli agricoltori colpiti, il Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste ha prorogato il termine per presentare le domande di aiuto per il settore ortofrutticolo dal 15 febbraio al 2 marzo 2026.
Inoltre, l’EBAS (ente bilaterale dell’artigianato siciliano) ha sbloccato oltre mezzo milione di euro a sostegno delle imprese artigiane e dei lavoratori colpiti dal ciclone, attivando un fondo dedicato per “eventi eccezionali e calamità naturali” che prevede fino a 5 mila euro per azienda e fino a mille euro per nucleo familiare, da richiedere entro il 30 aprile 2026.
Infine, lo scorso 11 febbraio il MASE ha lanciato un nuovo sistema di monitoraggio e prevenzione (SIM), finanziato dal PNRR con circa 500 milioni di euro, che si basa su cloud e intelligenza artificiale, supportando Ministeri, Regioni e Protezione civile nel monitoraggio dei rischi ambientali, dalla instabilità idrogeologica agli incendi.
Una misura importante, quest’ultima, che sembra rispondere al principio “Prevenire è meglio che ricostruire”.
Ufficio Comunicazione UILA
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