PNRR, arrivano le risorse del NEXT GENERATION EU. Per l’Italia è una sfida storica, da vincere.

La scorsa settimana la Commissione Europea ha dato il via libera al Piano nazionale di ripresa e resilienza italiano, un primo passo determinante per poter accedere ai fondi stanziati del Next Generation Eu.

 

191,5 miliardi di euro, a tanto ammonta l’importo complessivo approvato per il nostro Paese che ora ha solo un diktat: correre. Veloce, velocissimo per spendere bene le risorse. Si tratta di un’occasione storica, forse unica dal secondo dopoguerra in poi, che l’Italia non può perdere per uscire dalla crisi post-covid con un volto nuovo, colmando i gap profondi accumulati anche nei decenni precedenti.

 

Il Pnrr prevede 68,9 mld di euro di trasferimenti, cioè fondi Ue che non verranno restituiti, e 122,6 mld  di euro di prestiti a tasso di favore da restituire nel tempo. Formalizzati i prossimi dovuti passaggi (approvazione definitiva da parte del Consiglio europeo) la Commissione potrà erogare il prefinanziamento prima della pausa estiva.

Il piano italiano è ambizioso, 190 misure tra riforme e investimenti, con 525 obiettivi strategici, soprattutto per quanto riguarda i temi più all’avanguardia e sui quali abbiamo registrato nel tempo profondi ritardi come ambiente e transizione verde, digitalizzazione, mobilità, sanità, politiche attive del lavoro e istruzione.

 

L’entusiasmo collettivo degli addetti ai lavori e del mondo politico e istituzionale, però, non deve ingannare: il traguardo vero è lontano, il compito da portare a termine è oneroso e la posta in gioco altissima. Su questi fondi si gioca, realmente, il futuro del nostro paese. È adesso che inizia la sfida vera, quella di cogliere un’occasione che è potenzialmente in grado di trasformare tessuto produttivo e sociale in modo veloce e repentino.

 

Sarà essenziale, ora più che mai, il coinvolgimento attivo delle parti sociali, non per una mera questione di forma o di ideologia ma per dare anima ai numeri delle risorse stanziate.

Serve, insomma, il contributo di chi conosce – e bene – il volto della macchina produttiva del paese, in tutte le sue forme.

Serve dare valore al lavoro.

Serve progettare gli interventi secondo logiche innovative, facendo di ognuno un punto di forza.

Serve un grande lavoro di squadra per segnare il rigore decisivo e portare il paese al traguardo di una nuova era.

 

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