Waterloo: Peterloo
16.08.2025
Il massacro di Peterloo nell’arte, nella letteratura, nelle canzoni popolari e nel cinema
Il massacro di Peterloo ebbe luogo a Manchester il 16 agosto 1819: la cavalleria caricò un affollatissimo comizio per la riforma elettorale. Almeno 11 morti e diverse centinaia di feriti.
Perché PETERLOO: perché la cavalleria che aveva vinto Napoleone a WATERLOO viene ora impiegata per caricare una folla inerme a Manchester, ai Campi di San Peter, ribattezzati, per mettere in evidenza l’assurdità di quella battaglia contro la povera gente, PETERLOO.
Tra le tante diverse strade tentate dal sindacalismo inglese delle origini, dopo la durissima repressione del movimento luddista, si puntò tutto sull’allargamento del diritto di voto, perseguito con un’alleanza di quel primo movimento operaio con la borghesia, anch’essa penalizzata dalle regole elettorali del tempo, che favorivano in modo esagerato l’aristocrazia.
Quel giorno di agosto, una gran folla si radunò alla periferia di Manchester per ascoltare un celebre oratore radicale londinese, Henry Hunt. Come dice una canzone dell’epoca: “Andremo al comizio di Henry Hunt / a sentire Henry Hunt andremo! / Indosseremo il berretto della libertà / alla faccia di Nadin Joe!”. Nadin Joe era Joseph Nadin, vicecapo della polizia, attivissimo nella repressione dei lavoratori.
Il massacro ebbe un grande impatto sulla società britannica e colpì la fantasia degli artisti.
La stampa realizzata da Richard Carlile
La più celebre raffigurazione dell’eccidio proviene da una stampa realizzata da Richard Carlile, editore e pubblicista progressista, che partecipò alla manifestazione.
La poesia di Percy Bysshe Shelley intitolata The Mask of Anarchy
Nella letteratura, il riferimento più importante è la poesia di Percy Bysshe Shelley intitolata The Mask of Anarchy, di quello stesso 1819: “lasciate che vi sia un vasto raduno, / e con gran solennità dichiarate, / con cadenzate parole che voi siete, / come Dio vi ha fatto, liberi”.
Il disco dei Critics Group intitolato Waterloo: Peterloo
Molte sono le canzoni popolari che raccontano la storia della classe operaia inglese. Nel ’68, la casa discografica Argo pubblicò un disco LP dei Critics Group intitolato Waterloo: Peterloo. Nel 2019, nel 200° anniversario del massacro, Pete Coe, Brian Peters e Laura Smyth hanno realizzato un ottimo CD, The Road to Peterloo, che contiene canzoni che vanno dagli anni Dieci dei Luddisti agli anni Trenta dei Cartisti (parliamo sempre dell’Ottocento).
Il film di Mike Leigh intitolato Peterloo
Il 200° anniversario di Peterloo è stato colto anche dal cinema, con il bel film di Mike Leigh, Peterloo.
Il movimento operaio britannico dopo Peterloo credette ancora nella validità dell’obiettivo della riforma elettorale, ma nel 1832 la legge approvata dal Parlamento premiò la borghesia e deluse profondamente gli operai.
I temi istituzionali furono nuovamente portati avanti dal movimento operaio con il Cartismo, a partire dal 1838, ma si diede anche molto rilievo al sindacalismo vero e proprio, che dal 1824 aveva beneficiato della cancellazione – finalmente – dei Combination Acts, che durante le guerre napoleoniche avevano proibito l’associazionismo.
I lavoratori britannici le provarono tutte, senza precedenti a cui richiamarsi; tentarono anche la via del sindacalismo rivoluzionario, per poi dare vita al sindacalismo riformista di cui sono stati primi maestri.
Roberto Campo Presidente dell’Istituto Studi Sindacali “Italo Viglianesi”
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