Veronese: “Occupazione, giovani e donne continuano a pagare il prezzo più alto”

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04.03.2026

Nonostante i proclami, per moltissime donne il lavoro resta un miraggio: 43 su 100 sono inattive e il divario occupazionale con gli uomini continua a vedere un’ampia forbice di 17,4 punti di differenza. Resta molto alto il gap retributivo delle donne – ha ricordato Veronese – che, ad esempio, tra le dipendenti del settore privato è del 29% e, inoltre, continuiamo a essere il fanalino di coda in Europa per tasso di occupazione femminile (58,3%). Questi dati testimoniano che, ancora oggi, per le donne, il lavoro rappresenta un percorso a ostacoli, segnato da carichi di cura squilibrati e carenza di servizi adeguati. In altre parole: la parità resta, ancora una volta, solo sulla carta.

Inoltre – ha proseguito la sindacalista della Uil – mentre la quota degli occupati over 50 continua a salire, raggiungendo il 42,7%, quella dei giovani under 35 scende ulteriormente al 21,6%. È il segnale di un progressivo squilibrio che evidenzia un mercato del lavoro incapace di offrire opportunità non solo di ingresso, ma anche di stabilità e sicurezza alle nuove generazioni, con il rischio di aumentare ulteriormente la fuga di competenze, l’impoverimento del tessuto produttivo e un ricambio generazionale adeguato. Alla vigilia dell’8 marzo – ha concluso Veronese – ribadiamo con forza che il lavoro, quando dignitoso, stabile e tutelato, è la condizione essenziale per garantire futuro e libertà alle donne e alle nuove generazioni”.

Roma, 4 marzo 2026

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