Università: calano le immatricolazioni, ma i laureati trovano lavoro (precario)

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30.06.2022

È così, in Italia è calato il numero di iscritti all’università per l’anno 2021/2022. Tuttavia, coloro che hanno portato a termine il percorso accademico riescono ad accedere più agilmente al mondo del lavoro. Ciò è quanto emerge dal XXIV rapporto del Consorzio Interuniversitario Almalaurea, presentato recentemente all’università di Bologna, in occasione del Convegno dal titolo “Integrazione dei dati e potere informativo. dalla formazione al mondo del lavoro”, organizzato con il Ministero dell’Università e della Ricerca e il patrocinio della CRUI.

ALMALAUREA: I DATI DEL RAPPORTO SULLE IMMATRICOLAZIONI ALL’UNIVERSITÀ

Stando all’indagine, le immatricolazioni sono calate del 3% rispetto all’anno precedente, ossia 2020/2021. Un altro dato significativo rilevato riguarda il Sud dove si è registrato anche un picco del -5% in termini di immatricolazioni.

Ricorre ancora il -5% anche in termini di iscrizioni al primo anno di università: complessivamente, infatti, si è registrato un calo del 5% in tutta Italia rispetto all’anno accademico 2003/2004. Rispetto allo stesso anno, si annota che vi è stato un aumento del 14% in merito alle iscrizioni nell’area disciplinare STEM. Nell’ambito delle materie sanitarie e agro-veterinarie un + 2%, mentre per le materie umanistiche, economiche e giuridiche si evidenzia un calo importante di immatricolati. Dati che rispecchiano l’andamento del mercato del lavoro. Le maggiori opportunità vengono dal mondo dell’informatica, della robotica e del digitale; dunque, non si tratta propriamente di una sorpresa.

Quanto alla geografia delle informazioni raccolte, si evince che molti studenti decidono di emigrare verso il Nord della Penisola per completare gli studi e quindi per intraprendere il percorso delle lauree magistrali e specialistiche biennali. In numeri: il 28% delle studentesse e degli studenti del Mezzogiorno ha scelto, nell’ultimo anno accademico, di proseguire gli studi verso il Centro e il Nord.

Veniamo a un’altra informazione positiva. Rispetto al 2011 è calata l’età media di conseguimento del titolo. Se prima era di 26,9, oggi è di 25,7. Inoltre, anche il raggiungimento degli obiettivi ha subito un cambiamento. Se nel 2011 in media il voto di laurea si aggirava intorno al 102,9, nel 2021 è pari a 103,5.

LAUREA E OCCUPAZIONE: LA FOTOGRAFIA DI ALMALAUREA

Recentemente i dati rilasciati dall’Istat evidenziano che cresce il numero degli occupati, cosa che, come vedremo, è stata riscontrata anche dal Consorzio Almalaurea. Tuttavia, si fa comunque riferimento a contratti precari, che al netto dei fatti non consentono una stabilità economica.

Come anticipato, nel 2021 il tasso di occupazione è cresciuto. Quanto alla retribuzione si rileva che i laureati di primo livello percepiscono in media uno stipendio pari a 1.340 euro, mentre i laureati di secondo livello 1.407. Dati in crescita rispetto al 2019, ma resta l’ombra del precariato.

I giovani laureati si dicono soddisfatti del percorso universitario, soprattutto in riferimento all’utilità che questo ha avuto in termini di occupazione. Un segnale positivo, certo, che comunque deve essere supportato da una base solida. Bisogna superare il precariato e offrire certezze e stabilità a chi si affaccia al mondo del lavoro per diventarne il fuoco. Non basta somministrare più contratti: una vera e propria crescita coerente e improntata al futuro degno deve prevedere prospettive granitiche, efficienti e appaganti

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