UNA VACCINAZIONE CONTRO IL VAIOLO

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04.12.2025

Di Anne Kirstine Ancher, 1889

(Museo di Skagen, Danimarca)

In un salone rettangolare, col pavimento e le pareti chiare, entra la luce solare da grandi finestre sulla parete sinistra: questo particolare fa pensare a un locale pubblico, un ambulatorio, una scuola o una stanza del Municipio di Skagen, paese del nord della penisola dello Jutland, dove la pittrice abitò e lavorò per tanti anni.

Un gruppo di madri , sedute e intente ad allattare, occupa lo sfondo dell’ambiente, mentre, in primo piano, sulla sinistra, il medico sta iniettando il vaccino nel braccio di una bambina seduta sulle ginocchia della mamma.

Alcuni bambini sono già stati vaccinati: infatti vediamo i vestitini e le camicie con la manica abbassata sulla spalla sinistra. Uno di loro, in grembo alla mamma, con la veste color melagrana, proprio dietro la figura del medico, piange disperatamente: abbiamo l’idea di una scena colta dal vivo, senza pose precostituite.

Il dipinto, commissionato dalle autorità municipali di Skagen, fu esposto subito dopo la sua realizzazione ed ebbe un grande successo: il suo scopo era quello di promuovere presso la popolazione (in maggioranza pescatori e lavoratori del settore  della pesca) l’importanza del vaccino contro il vaiolo, una malattia fino a non molto tempo prima pericolosa e spesso mortale che era stata ed era la causa di terribili epidemie.

Si trattava anche di promuovere la conoscenza della vaccinazione e facilitare l’adesione e il consenso della popolazione a questa pratica medica introdotta da non molto tempo ma che stava dando risultati decisivi nella lotta a quel terribile morbo.

Il linguaggio pittorico della Ancher è riconducibile alla grande stagione del Realismo europeo e all’influenza dell’Impressionismo francese, come si capisce dal naturalismo delle forme e dallo studio dal vero degli effetti luminosi. La pittrice si recò personalmente negli ambulatori municipali dove si praticavano le vaccinazioni di gruppo per testare i vari elementi compositivi e per sperimentare gli effetti di luce e colore. È molto probabile, inoltre,  che le persone rappresentate non siano figure generiche ma corrispondano  a ritratti veri e propri per favorire il “protagonismo” delle persone e la loro partecipazione convinta. In questo quadro emerge la visione fondamentale della Scienza, promossa dal Positivismo,  nella sua lotta perenne contro la malattia e la morte e per la diffusione della conoscenza a tutti i livelli.  I protagonisti di questo slancio del Progresso sono sia il medico che inocula il vaccino, sia le madri, come quella accanto a lui, che acconsente gioiosa, sicura del buon risultato. In questo momento l’ Arte assume di nuovo una  straordinaria funzione  sociale;  non si rivolge solo agli “intenditori” e alle persone colte ma a tutto il popolo. Se ne riscopre la funzione pedagogica e la si utilizza per favorire la divulgazione scientifica e la consapevolezza civile.

La Ancher fece parte dei “Pittori di Skagen”, un gruppo di artisti di tendenza realista/impressionista, pittori di Natura e Ambiente, della penisola dello Jutland. La nostra pittrice (che divenne nota come la “pittrice delle donne e dei pescatori di Skagen”) si era formata presso il “Vilhelm Kyhn College” di Copenhagen e successivamente a Parigi dove frequentò l’atelier di Pierre Puvis de Chavanne, uno dei principali esponenti del post-impressionismo simbolista. Nei suoi quadri si ritrovano gli insegnamenti e l’influenza dei Maestri francesi a partire dalla stagione del Realismo: ne ritroviamo l’impegno sociale e i caratteri formali. È considerata una delle più importanti pittrici danesi del periodo.

Licia Lisei, Storica dell’arte

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