Come riconoscere la truffa delle finte multe
09.04.2026
Negli ultimi anni, il fenomeno delle multe false ha assunto dimensioni preoccupanti. Si manifesta principalmente in due modalità: da un lato c’è la truffa online, con SMS o e-mail che riproducono finte notifiche di pagamento; dall’altro c’è la versione cartacea, con un verbale contraffatto che riproduce l’aspetto di comunicazioni ufficiali della Polizia Locale, dell’Arma dei Carabinieri, della Polizia Stradale o di altri enti comunali. In entrambe le situazioni, i truffatori fanno leva sull’urgenza per indurre a pagare senza verifiche.
La truffa digitale
La versione digitale è attualmente la più diffusa. La vittima riceve un SMS o una e-mail che segnala una presunta multa non pagata, con l’invito a saldare l’importo per evitare sanzioni aggiuntive o il fermo amministrativo del veicolo. Il messaggio contiene un link che rimanda a un sito clone, graficamente quasi identico a quello ufficiale di PagoPA o dell’ente locale, con loghi istituzionali, colori e riferimenti normativi che vengono duplicati con cura per rendere la pagina credibile.
Nel corso del 2025, il CERT-AGID ha censito un totale di 3.620 campagne malevole, riscontrando una massiccia diffusione del phishing a tema PagoPA, basata su falsi solleciti di pagamento per presunte sanzioni stradali.
La truffa con il cartaceo
Più subdola è la versione cartacea della truffa. Gli automobilisti trovano sul parabrezza un verbale apparentemente ufficiale, completo di intestazione, numero di protocollo e importo da pagare. Il foglio può riportare un QR code o un link per il pagamento online, spesso riconducibile a un sito fraudolento che imita, anch’esso, PagoPA.
In tutti e due i casi, l’importo richiesto è spesso contenuto, così da indurre la vittima a pagare senza troppe domande. Inserendo i dati della carta di credito o del conto corrente, però, il denaro finisce in mano ai truffatori.
Alcuni segnali che fanno scattare l’allarme
Alcuni segnali devono far scattare l’allarme: errori grammaticali, loghi sgranati, dati incompleti su luogo, ora e targa, riferimenti normativi imprecisi sono segnali sospetti.
Inoltre, i pagamenti verso la Pubblica Amministrazione devono avvenire solo tramite canali istituzionali verificabili, non attraverso link ricevuti via SMS o indicati su fogli trovati sull’auto. È importante ricordare che molte sanzioni vengono notificate ufficialmente tramite raccomandata al proprietario del veicolo.
Se si sospetta una truffa, non bisogna effettuare alcun pagamento e occorre segnalare l’episodio alle autorità competenti. Se il pagamento è già avvenuto, è necessario contattare subito la banca per bloccare la carta o la transazione. Informazione, prudenza e verifica delle fonti restano le difese più efficaci contro un fenomeno in continua evoluzione.
La digitalizzazione tra maggiore efficienza e nuove opportunità per i truffatori
La digitalizzazione dei pagamenti pubblici, anche tramite PagoPA, ha reso i servizi più efficienti, ma ha anche creato nuove opportunità per i truffatori. Informazione, attenzione ai dettagli e verifica delle fonti restano le armi più efficaci per difendersi da un fenomeno in continua evoluzione.
Chiunque avesse dubbi o bisogno di supporto legale può contare sulla rete territoriale di Adoc, presente in tutta Italia con i suoi 107 sportelli dedicati alla tutela del consumatore. A questo link, è possibile trovare la sede più vicina qui.
Ufficio stampa e comunicazione Adoc
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