Sanità privata e RSA: contratti fermi da anni mentre i profitti crescono. Venerdì sciopero nazionale!

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16.04.2026

Sono oltre 300mila le lavoratrici e i lavoratori della sanità privata e delle RSA che stanno aspettando, rispettivamente, da 8 e da 14 anni, un rinnovo contrattuale.

Questo è il motivo per cui venerdì 17 aprile, Uil Fpl, Fp Cgil e Cisl Fp hanno indetto uno sciopero nazionale al termine di una vertenza che si trascina da anni senza aver ancora trovato una soluzione.

Una condizione critica

Una condizione già critica che, nel corso degli ultimi mesi, è progressivamente peggiorata. All’inizio del 2026, infatti, è stato proclamato lo stato di agitazione e, il 12 febbraio, il tentativo di conciliazione tra i sindacati e le associazioni datoriali Aiop e Aris si è concluso con un nulla di fatto. I successivi incontri presso il ministero della Salute non sono riusciti a sbloccare la trattativa: neppure l’ultimo tentativo di mediazione ha prodotto risultati concreti, rendendo inevitabile la conferma dello sciopero.

Alla base della mobilitazione c’è una contraddizione sempre più evidente: da un lato, il settore continua a registrare una crescita significativa e risultati economici rilevanti; dall’altro, le lavoratrici e i lavoratori sono costretti a fare i conti con salari tra i più bassi d’Europa e contratti bloccati da anni.

I dati di un settore comunque in espansione

I dati ci restituiscono una fotografia chiara su un settore in piena espansione: nel 2023 il fatturato complessivo ha raggiunto la cifra record di 12,02 miliardi di euro, con un incremento del 15,5% rispetto al 2019. La capacità di generare cassa è salita a oltre 1,1 miliardi di euro, mentre l’utile netto è raddoppiato nell’arco di un solo anno, arrivando a 449 milioni. Le aziende dispongono inoltre di una liquidità che sfiora gli 1,8 miliardi di euro. A fronte di questo quadro, il rinnovo dei Ccnl è rimasto fermo. Una situazione assolutamente inaccettabile, soprattutto alla luce dei recenti aggiornamenti delle tariffe sulla riabilitazione ospedaliera da parte del Governo, aumentate del 14% e destinate in larga parte al privato accreditato. Risorse aggiuntive per il datore di lavoro che non si sono tradotte in miglioramenti concreti per salari, diritti e tutele.

Stesso lavoro differente salario

Oggi un infermiere della sanità privata percepisce mediamente circa 500 euro in meno al mese rispetto a un collega del pubblico. A incidere ulteriormente è l’inflazione, che ha già eroso il potere d’acquisto del 22% per chi attende il rinnovo da otto anni e del 32% per chi lavora nelle RSA da 14.

Pretendiamo che il rinnovo dei contratti diventi un requisito vincolante per l’accreditamento con il Servizio Sanitario Nazionale. La qualità dell’assistenza passa attraverso il lavoro dignitoso.

La nostra Organizzazione sindacale si batterà sempre per difendere la dignità del lavoro e questo venerdì saremo in Piazza Santi Apostoli, a Roma, a partire dalle ore 9.00, per far sentire la voce delle lavoratrici e dei lavoratori che abbiamo l’onore di rappresentare.

Ufficio Comunicazione UILFPL

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