Il movimento operaio compie 230 anni

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25.01.2022

Il 25 gennaio 1792 fu fondata la London Corresponding Society (LCS), la prima organizzazione politica operaia della storia.

Obiettivo: la riforma del sistema politico britannico, con l’introduzione del suffragio universale maschile, riprendendo un obiettivo lanciato per la prima volta quasi 150 anni prima dai Livellatori, durante la guerra civile inglese degli anni Quaranta del Seicento. Il primo segretario della LCS fu Thomas Hardy, un calzolaio.

La spina dorsale delle società radicali, come la LCS e quelle che seguiranno, non era nelle fabbriche né nelle miniere, ma tra gli artigiani e i piccoli commercianti. Prima riunione, al pub The Bell, di Exeter Street: pane, formaggio e birra scura. Il termine “corresponding” derivava dall’obiettivo di queste organizzazioni, che era appunto di curare corrispondenza, rapporti, con i radicali delle diverse realtà territoriali per promuovere la causa della riforma parlamentare: l’importanza della comunicazione e della rete è chiara sin dall’inizio della storia del movimento operaio! Non c’era nessun pericolo di rivoluzione, nondimeno vi fu una repressione dura.

Anche Thomas Hardy conobbe il carcere, nel 1794. Fu, infine, assolto. Ricordiamo questi coraggiosi che mossero i primi passi di una storia di cui oggi siamo parte anche noi che crediamo nel sindacalismo. Operarono in anni molto difficili. Le vecchie corporazioni medievali stavano uscendo di scena (nel 1791, la Rivoluzione Francese proibì le gilde, viste come parte dell’antico regime che si intendeva abolire) e i sindacati non erano ancora nati. I temi sociali si intrecciavano con quelli politici, soprattutto con quello del suffragio universale maschile. La strada fu lunga e sanguinosa.

Il massacro di Peterloo, del 1819, a Manchester, represse una manifestazione pacifica in cui l’obiettivo della riforma del sistema politico era centrale.

Il tentativo di alleanza del movimento operaio delle origini con la borghesia finì con il tradimento del 1832, quando arrivò la riforma elettorale ma gli operi ne furono esclusi. Solo a partire dalla riforma del 1867 parte degli operai ottennero il diritto di voto e solo dal 1918 parte delle donne divennero elettrici.

Nel frattempo era cresciuto nel mondo Occidentale un possente movimento sindacale senza il quale le conquiste civili e sociali non sarebbero state le stesse per ampiezza e profondità. Ricordiamo quella storia e rinnoviamola.

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