L’OMS lo dice chiaramente: le disuguaglianze sociali generano disuguaglianze sanitarie
15.07.2025
Il recente Rapporto dell’Organizzazione Mondiale della Sanità sui determinanti sociali della salute non fa che confermare quello che, come UIL, diciamo da anni: la salute non è solo una questione sanitaria, ma una questione sociale, economica e di giustizia. E non c’è salute vera se non c’è uguaglianza.
L’OMS lo dice chiaramente: le disuguaglianze sociali generano disuguaglianze sanitarie. Dove crescono le differenze tra ricchi e poveri, cresce anche la distanza nell’accesso alla salute. È per questo che la UIL ha sempre difeso un Servizio Sanitario Nazionale (SSN) pubblico, universale e gratuito, come strumento fondamentale per garantire diritti uguali a tutti, specialmente alle persone più fragili.
Non basta avere ospedali o medici se poi la salute delle persone dipende dal luogo di nascita, da quanto guadagnano, da che lavoro fanno, da che istruzione hanno o se vivono in una zona ben servita. Salute è anche avere una casa dignitosa, un ambiente sano, accesso alle tecnologie, pari opportunità tra uomini e donne. È su questi temi che si gioca la vera sfida.
L’OMS ci dice che i sistemi sanitari pubblici, universali e forti sono quelli che garantiscono più equità. E dove invece si è lasciato spazio al mercato, dove si è privatizzato, i più deboli sono rimasti indietro: anziani, disabili, disoccupati, migranti, donne, giovani precari. Non possiamo permetterlo.
Le posizioni della UIL
Come UIL lo diciamo con forza: riportiamo la sanità pubblica al centro dell’agenda politica. Serve un grande piano nazionale di investimenti che ridia forza al SSN. Non si tratta solo di aumentare le risorse, ma di usarle bene, per garantire cure tempestive, vicinanza territoriale, continuità assistenziale, accessibilità economica, e per valorizzare i professionisti della sanità, che oggi troppo spesso fuggono verso il privato perché sottopagati o maltrattati.
Denunciamo da anni le gravi carenze di personale, le disuguaglianze territoriali e la crescente difficoltà di accesso alle cure. Il rapporto dell’OMS conferma che senza lavoratori qualificati e motivati non c’è sanità pubblica che regga.
Le quattro grandi priorità dell’OMS
Ma non basta. Il documento dell’OMS individua quattro grandi priorità, tutte in linea con le battaglie che la UIL porta avanti da tempo:
- Ridurre le disuguaglianze economiche: investire nei servizi pubblici – sanità, istruzione, welfare, trasporti – non è una spesa, ma una scelta strategica per una società più giusta.
- Combattere ogni forma di discriminazione strutturale: la salute è anche una questione di giustizia sociale, e riguarda tutti, a partire da chi è più escluso.
- Governare le grandi transizioni, come il cambiamento climatico e la digitalizzazione, evitando che creino nuovi divari sociali. Serve un approccio inclusivo, che metta al centro l’essere umano.
- Rafforzare la governance pubblica e la partecipazione democratica: la sanità deve tornare ad essere un bene della comunità, gestito con trasparenza, pianificazione e coinvolgendo i territori.
La UIL condivide questa visione e rilancia con determinazione una proposta: considerare il Servizio Sanitario Nazionale volano sociale del Paese, da sostenere con un piano straordinario di investimenti pluriennali per rafforzare strutture, personale, tecnologie e, soprattutto, l’equità di accesso.
Per una sanità moderna e inclusiva
Non vogliamo tornare al passato, ma costruire una sanità pubblica moderna, inclusiva, efficace, capace di affrontare le sfide di oggi e di domani. La salute non può essere un privilegio per pochi. Deve essere un diritto per tutti. Difendere il Servizio Sanitario Nazionale, oggi, significa difendere la democrazia, la coesione sociale e la dignità delle persone.
E su questo terreno, la UIL continuerà a battersi, con forza e con responsabilità. Il Rapporto dell’OMS è un appello chiaro. Ora serve una risposta politica all’altezza.
UIL Servizio Stato Sociale, Politiche Economiche e Fiscali, Immigrazione
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