Le imprese italiane e la transizione ecologica fra i temi degli Stati Generali della Green Economy 2022

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14.11.2022

L’undicesima edizione degli Stati Generali della Green Economy si è tenuta la settimana scorsa presso la Fiera di Rimini, in occasione dell’expo Ecomondo – KeyEnergy. L’evento è stato promosso dal Consiglio Nazionale, composto da oltre sessanta organizzazioni di imprese della green economy in Italia, in collaborazione con il Ministero dell’ambiente e della sicurezza energetica, il patrocinio della Commissione Europea, della Regione Emilia-Romagna e di Fondazione Cariplo.

In particolare, gli Stati generali di quest’anno si sono interrogati sul rapporto tra le imprese del nostro Paese e la transizione ecologica ed è stata presentata a Rimini la relazione “Le imprese italiane e la transizione ecologica”, a cura della Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile e di EY (Ernst & Young) Foundation Onlus, che indaga sull’atteggiamento degli imprenditori su potenzialità, ostacoli, aspettative, misure necessarie.

Più nel dettaglio, dal report emerge che oltre 8 imprese su 10 (83%) considerano la transizione ecologica necessaria per superare la crisi economica e per salvare il pianeta. Inoltre, Il 76% delle aziende ritiene che l’Italia dovrebbe essere fra i maggiori promotori di tale transizione, in quanto una scelta di questo genere collocherebbe di fatto la nostra economia fra quelle più avanzate a livello mondiale. Tuttavia, ben il 50% delle imprese (oltre una su due ha già adottato misure per usare in modo più efficiente energia ed acqua, il 49% per ridurre e per riciclare i propri rifiuti e il 34% nell’utilizzo di fonti rinnovabili) identifica nella burocrazia l’ostacolo maggiore proprio al concretizzarsi della Just Transition.

L’esigenza del ricorso ad una Giusta Transizione ecologica per poter realizzare un nuovo modello di Sviluppo Sostenibile è ormai diventata un patrimonio comune fatto proprio da governi, istituzioni locali, parti sociali e da quanti operano quotidianamente per portare avanti questo ineluttabile processo di cambiamento. In questo contesto, sarà proprio il mondo delle imprese a dover affrontare le sfide di maggior portata, dovendo fronteggiare, anche a livello nazionale, tutte le situazioni di crisi che si apriranno in conseguenza del phase out dal carbone e della riconversione verde di tutti i settori economici, da quelli industriali altamente energivori, all’automotive, al settore energetico, all’agricoltura, ad altri ancora.

Per questo, la UIL – anche unitariamente con CGIL e CISL – ha rivendicato e continua a rivendicare misure di Giusta Transizione finalizzate a creare nuovi posti di lavoro, l’attivazione di ammortizzatori sociali universali, l’avvio di percorsi di formazione permanente e di riqualificazione professionale per accrescere le competenze verdi e digitali e ricollocare adeguatamente le lavoratici e i lavoratori.

È necessario operare scelte mirate, individuando alcuni obiettivi strategici e grandi missioni verso i quali orientare risorse e programmi – in primis, quelli previsti nel Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) – evitando di frammentare l’azione in centinaia di progetti e in un elenco infinito di interventi. E in queste decisioni è essenziale che sia garantito un processo partecipativo e contrattuale, con un ampio coinvolgimento anche del Sindacato, sia nella fase di definizione delle priorità e dei progetti, sia in quelle di monitoraggio e di valutazione degli stessi. Inoltre, è indispensabile che la partecipazione e la contrattazione siano costantemente garantite anche per l’adozione dei piani e delle misure di cui sopra.

Alla luce dello scenario fin qui delineato, diventa quindi imprescindibile operare in maniera sinergica tra istituzioni, ricerca, investitori, tessuto industriale e mondo del lavoro per condividere cognizioni ed esperienze e individuare nuovi modelli di sviluppo, di business e di formazione che favoriscano soluzioni ricche di ingegno e di innovazione. Dal canto loro, le imprese italiane rivestono un ruolo centrale nel panorama dell’attuale transizione energetica, che mette al centro il tema della decarbonizzazione, a livello globale, di tutte le attività economiche e industriali.

Puntando su un nuovo mix energetico e su nuove modalità di utilizzo di risorse e materie prime, gli investimenti porteranno ricadute positive per lo sviluppo e per l’ambiente, con un significativo valore aggiunto per la società e il territorio.

Ufficio Ambiente UIL

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