Ita Airways non sia la Cenerentola del gruppo Lufthansa
25.09.2025
Il 2025 era iniziato da pochissime settimane quando abbiamo accolto con favore la chiusura della lunghissima trattativa per l’acquisizione di Ita Airways da parte di Lufthansa.
Ita Airways, la compagnia di bandiera italiana nata nel 2020 dalle ceneri di Alitalia, aveva l’assoluta necessità di entrare in una grande alleanza per continuare a crescere, perché il mercato in un settore sempre più globalizzato come quello del trasporto aereo ormai non consente più spazi per piccole realtà.
Le condizioni di base affinché quella con Lufthansa fosse un’alleanza favorevole per entrambi c’erano tutte; in più l’ingresso di Ita Airways nell’alleanza con Lufthansa segnava anche la fine della fase di startup che aveva rappresentato un momento di grandi sacrifici per le lavoratrici e i lavoratori dell’azienda.
All’inizio del 2025 era dunque tutto pronto per ripartire con un processo di investimenti, crescita e sviluppo soprattutto della flotta, per un migliore presidio del mercato, ma anche per la tutela e il miglioramento dell’occupazione.
Un piano industriale rinunciatario
Eppure, all’inizio dell’estate, dopo pochi mesi dall’accordo tanto atteso, senza l’avvio di un confronto necessario con le organizzazioni sindacali, che rappresentano gli oltre 5000 lavoratori della compagnia, il Consiglio di amministrazione di Ita Airways ha approvato il piano industriale 2026-2030. Un piano rinunciatario, con pochissimi investimenti e nessuna idea di sviluppo sia dal punto di vista della flotta che dell’occupazione; un piano da cui i lavoratori e il Paese intero, che hanno puntato molto su questo progetto, si aspettavano molto di più. In particolare, le lavoratrici e i lavoratori, che hanno affrontato anni di grandi sacrifici, si ritrovano a dover ancora aspettare per il rinnovo del contratto scaduto il 31 dicembre e scorso e ormai assolutamente inadeguato dal punto di vista salariale e delle tutele.
Non siamo Cenerentola
Il mercato italiano del trasporto aereo non può e non deve rappresentare per Lufthansa una terra di conquista da sfruttare come mero satellite del proprio network, ma deve essere una base di partenza su cui costruire e investire e questo è ancora più importante nell’ottica di una probabile acquisizione delle quote di maggioranza da parte della compagnia tedesca. Dobbiamo scongiurare che Ita Airways diventi la “Cenerentola” del gruppo, perché il suo mercato di riferimento è tutt’altro che secondario.
Siamo pronti alla mobilitazione
Per questo siamo pronti alla mobilitazione ed abbiamo già attivato le procedure di raffreddamento, perché vogliamo avere dall’azienda garanzie di crescita sul piano industriale e per il rinnovo del contratto.
Il Governo italiano in questa fase in cui rappresenta ancora il maggiore azionista di Ita Airways deve lavorare per difendere il futuro di un’azienda che ha un forte impatto sull’indotto. Lo sviluppo degli aeroporti, della manutenzione e dell’handling, che dipende in maniera diretta dallo sviluppo della compagnia di bandiera, ha anche un’importante funzione sociale di redistribuzione della ricchezza sui territori e qualsiasi logica di delocalizzazione o spostamento della ricchezza altrove troverà sempre la nostra ferma opposizione.
L’obiettivo che deve rimanere sempre centrale è quello di dare al Paese una compagnia di bandiera sana, profittevole e in grado di assicurare tutele e prospettive di crescita alle lavoratrici e ai lavoratori che ogni giorno dimostrano grande professionalità e affidabilità. È questo l’unico modo per dare un servizio per i cittadini che sia in grado di realizzare connessioni di qualità con il resto del mondo, come il nostro Paese merita. Su questo continueremo sempre a far sentire forte la nostra voce.
Ufficio Comunicazione UilTrasporti
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