Il valore universale della tutela della salute e della sicurezza sul lavoro

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28.04.2026

Come va al lavoro? Promuoviamo un ambiente di lavoro salutare per il benessere psicosociale” è il tema scelto quest’anno dall’Organizzazione Internazionale del Lavoro per la Giornata mondiale per la salute e la sicurezza sul lavoro e delle vittime dell’amianto, un appuntamento che per la UIL rappresenta ogni anno un momento di riflessione politica e sindacale.

Istituita nel 2003 come Giornata mondiale per la salute e la sicurezza sul lavoro e abbinata, dal 2005, a quella dedicata alle vittime dell’amianto, questa ricorrenza sottolinea il valore universale della tutela della salute e della sicurezza, intese non solo come difesa dell’integrità fisica, ma come diritto pieno alla dignità e al benessere della persona nel contesto lavorativo.

I rischi psicologici

L’edizione 2026 è dedicata al benessere psicosociale nei luoghi di lavoro e punta i riflettori sui fattori che più incidono sulla salute e sulla sicurezza delle persone che lavorano, come il carico e l’organizzazione del lavoro, gli orari e i ritmi, la chiarezza dei ruoli, l’autonomia e la partecipazione, il supporto manageriale, la qualità delle relazioni, l’equità, la trasparenza e la giustizia organizzativa. L’ILO sottolinea con forza che i rischi psicosociali, tra cui stress lavoro correlato, burnout, conflitti, pressioni eccessive e scarsa autonomia, devono essere oggetto di prevenzione e devono essere gestiti al pari dei rischi fisici, chimici e biologici. È una scelta importante, perché richiama una concezione avanzata della prevenzione che riguarda il modo in cui il lavoro viene organizzato, governato e reso sostenibile nel tempo.

Questo tema ci ricorda che carichi di lavoro, turnazioni, autonomia, chiarezza dei ruoli, qualità delle relazioni e giustizia organizzativa non sono aspetti secondari, ma fattori determinanti per la salute, la sicurezza e la dignità di chi lavora. Un ambiente di lavoro psicosocialmente sano non si costruisce con misure emergenziali o con risposte occasionali, ma attraverso politiche strutturali, la partecipazione attiva dei lavoratori e delle lavoratrici e una chiara assunzione di responsabilità da parte del datore di lavoro. È una visione che chiama direttamente in causa il ruolo del sindacato e della contrattazione collettiva, in particolare quella di secondo livello, come strumenti fondamentali di prevenzione e di governo del lavoro.

Gli spazi per la contrattazione

Questa impostazione trova una conferma concreta anche nel lavoro di analisi raccolto nel libro Salute e sicurezza sul lavoro: quali spazi per la contrattazione collettiva? scritto dal prof. Paolo Pascucci, professore ordinario di Diritto del lavoro all’Università di Urbino Carlo Bo, dalla   Segretaria Confederale Uil Ivana Veronese, con la prefazione del Segretario Generale PierPaolo Bombardieri, pubblicato nel 2025 da Arcadia Edizioni.  Nel volume abbiamo affrontato, tra le altre, la materia dei rischi psicosociali, dimostrando come la contrattazione non sia un semplice livello applicativo della norma, ma un vero e proprio laboratorio di innovazione prevenzionistica.

Attraverso l’analisi di numerosi accordi aziendali e settoriali, il volume mostra come sia possibile intervenire su stress lavoro correlato, isolamento nel lavoro agile, molestie e violenze, eventi traumatici, nuovi rischi legati alla digitalizzazione e benessere mentale, traducendo i principi generali della tutela della salute in misure concrete, verificabili e strutturate. La contrattazione emerge così come uno strumento capace di anticipare i cambiamenti del lavoro e di integrare stabilmente la dimensione psicosociale nei sistemi di prevenzione aziendale.

“ALERT – Aggressioni sul lavoro: Esperienze, Ricerche, Tutele”

Dentro questa cornice si colloca pienamente anche la ricerca promossa dalla UIL insieme all’ITAL UIL, realizzata in collaborazione con l’ente di ricerca EURES e con il patrocinio dell’ILO, dal titolo ALERT – Aggressioni sul lavoro: Esperienze, Ricerche, Tutele. La ricerca dimostra che le aggressioni sul lavoro, in particolare da parte di soggetti esterni, non sono eventi imprevedibili o episodici, ma configurano un vero e proprio rischio psicosociale strutturale. Un rischio che colpisce soprattutto i lavori a contatto con il pubblico e che, ancora di più, interessa le lavoratrici. Le cause sono chiare e hanno natura organizzativa: carenze di personale, carichi eccessivi, lavoro in solitudine, turni critici, servizi standardizzati, scarsa formazione e svalutazione del ruolo professionale.

Le aggressioni producono effetti profondi e duraturi, perché aumentano lo stress lavoro correlato, alimentano burnout, assenteismo e disaffezione, peggiorano il clima e la qualità del lavoro. Eppure, la risposta resta spesso insufficiente. Il rischio aggressioni è ancora troppo spesso escluso dal Documento di Valutazione dei Rischi e affrontato con misure prevalentemente securitarie, senza intervenire sulle cause organizzative che lo generano. Per questo la UIL chiede da tempo al Ministero del Lavoro di rendere la valutazione del rischio aggressioni un obbligo esplicito del datore di lavoro, inserendola a pieno titolo nell’articolo 28 del D.lgs. n. 81/2008, sul modello di quanto già previsto per la valutazione dello stress lavoro correlato.

Per la UIL prevenire le aggressioni significa ricondurle pienamente nel sistema della salute e sicurezza sul lavoro. Significa rafforzare la contrattazione collettiva, valorizzare il ruolo degli RLS, investire nella formazione e nei modelli organizzativi, riaffermando in modo chiaro la responsabilità datoriale. Perché non può esistere un ambiente di lavoro psicosocialmente sano se la violenza viene tollerata, minimizzata o normalizzata.

La Giornata mondiale per la salute e la sicurezza sul lavoro e delle vittime dell’amianto ribadisce che non esiste tutela senza partecipazione, prevenzione e senza contrattazione. Difendere salute, sicurezza e dignità del lavoro significa rafforzare il ruolo del sindacato, dare voce a chi lavora e rimettere la persona al centro dell’organizzazione del lavoro.

Dipartimento Lavoro, coesione e territorio UIL

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