Crisi produttive e territori in difficoltà: la cassa integrazione fotografa l’emergenza lavoro

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19.01.2026

Nei primi nove mesi del 2025 le ore autorizzate dall’Inps di ammortizzatori sociali hanno superato quota 429 milioni, con un incremento del 18,6% rispetto allo stesso periodo del 2024.

La UIL stima che circa 281 mila lavoratrici e lavoratori siano stati interessati da cassa integrazione a zero ore, a testimonianza di un mercato del lavoro ancora fragile e attraversato da profonde difficoltà strutturali.

A trainare l’aumento complessivo sono soprattutto le richieste di Cassa Integrazione Straordinaria, cresciute del 61,6%, e quelle provenienti dai Fondi di solidarietà bilaterali, che registrano un incremento del 21,8%.

Si tratta di numeri che non possono essere interpretati solo come oscillazioni congiunturali, ma che riflettono la persistenza di crisi aziendali, ristrutturazioni e riconversioni industriali spesso gestite senza adeguate politiche di accompagnamento e rilancio.

I settori più interessati dall’aumento della Cassa Integrazione Straordinaria sono quelli industriali e manufatturieri che registrano un + 75,34 %.

I settori industriali e manifatturieri più colpiti da bassi ordinativi e cali delle vendite sono l’automotive, la moda (tessile, abbigliamento, pelle e calzature) e la metallurgia.

Sono molte le cause di questa sofferenza del nostro sistema industriale, a partire da un forte rallentamento economico globale che sta interessando alcuni nostri grandi partner commerciali come la Germania.

Inoltre, continuano a pesare le incertezze geopolitiche, i maggiori costi di alcune materie prime e le difficoltà incontrate nell’affrontare le sfide legate alle transizioni ecologiche e digitali.

Dal punto di vista territoriale, il Nord concentra il 56,1% del totale delle ore autorizzate. La Lombardia, con oltre 74 milioni di ore, guida la classifica regionale in termini assoluti, ma il record di incremento spetta alla Basilicata dove si registra un impressionante +291,5%.

A livello provinciale, Torino detiene il primato con 29,5 milioni di ore, seguita da Potenza (21,5 milioni) e Roma (18,8 milioni). Le variazioni in aumento più marcate si osservano a Potenza (+374,5%), Sassari (+316,7%) e Campobasso (+233,1%), territori dove la fragilità del tessuto produttivo e occupazionale è ormai strutturale.

Questi dati fotografano un Paese dove le crisi produttive non solo persistono, ma tendono ad acuirsi, soprattutto nei settori industriali tradizionali e nei territori meno sostenuti da politiche di sviluppo.

L’aumento delle ore di cassa integrazione è, di fatto, sintomo di un disagio diffuso che colpisce imprese, lavoratrici e lavoratori, e che rende evidente la necessità di una strategia nazionale per il lavoro, capace di unire politiche industriali, formazione, politiche attive, incentivi mirati e tutela dei redditi.

Dietro ogni ora di cassa integrazione una persona, una famiglia, una comunità che rischia di essere lasciata sola.

È tempo che la politica e le istituzioni si assumano la responsabilità di dare risposte concrete perché la tenuta sociale e democratica del Paese passa prima di tutto dal lavoro.

UIL Servizio Lavoro, Coesione e Territorio

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