Abolizione dei Combination Acts: inizia il cammino del Sindacato
21.08.2025
La prima Rivoluzione industriale iniziò in Gran Bretagna alla fine del XVIII secolo, con la meccanizzazione dell’industria tessile. Prima di essa i tessitori lavoravano “in casa”. Poi, furono riuniti in un unico luogo di produzione: nasce così la fabbrica.
Gli sconvolgimenti portati dalla Rivoluzione industriale furono particolarmente difficili per gli operai, che videro peggiorare le loro condizioni di lavoro e di vita.
Robert Owen (1771-1858) descrive la giornata lavorativa di giovanissimi operai di un cotonificio vero la fine del Settecento: «… in quel tempo constatai che vi erano 500 bambini, che erano stati presi da ospizi per i poveri, e questi bambini erano generalmente dell’età di 5 e 6 anni fino a 7 e 8 anni. Le ore di lavoro in quel tempo erano 13, incluso l’orario per i pasti per i quali si concedeva un’ora e mezza. Ben presto mi accorsi che il loro sviluppo fisico e mentale era sostanzialmente danneggiato dall’essere essi occupati al lavoro, a quell’età, nei cotonifici per undici ore e mezza al giorno. È vero che quei bambini avevano un bell’aspetto e a un osservatore superficiale apparivano in buona salute; pure essi erano in generale deformi negli arti, il loro sviluppo fisico era arrestato e, sebbene a istruirli fosse impegnato un maestro, che faceva loro lezione regolarmente ogni sera, in generale essi progredivano molto poco anche nell’imparare il comune alfabeto…».
Una condizione troppo spesso miserabile.
In Gran Bretagna, inoltre, non era permesso al proletariato alcun tipo di autotutela, con il divieto di associazione. Infatti, nel 1799 il Parlamento britannico aveva approvato i “Combination Acts”, che rendevano illegale per i lavoratori anche costituire sindacati per chiedere migliori condizioni di lavoro.
Tra i primi ad opporsi a questo stato di cose, fu il radicale Francis Place, un ex lavoratore salariato, divenuto in seguito industriale, che tentò di abolire queste leggi liberticide già nel 1814.
Poi, nel 1824, il ministro Robert Peel riconobbe che i lavoratori avevano il diritto di formare libere organizzazioni e con l’abolizione del “Combination Acts”, finalmente in Gran Bretagna l’attività sindacale cessò di essere illegale.
Tra il 1824 e il 1825, i sindacati iniziarono subito ad organizzarsi in movimenti di avanguardia e furono proclamati una serie di scioperi per chiedere l’aumento dei salari, che nonostante l’espansione economica impetuosa, rimanevano bassi. Tra gli scioperi più grandi, rilevante fu quello dei tessili in Scozia.
Sempre nel 1824 si formò l’Associazione tra gli Operai costruttori di Macchine a vapore e l’Associazione Operai Navali di Londra; nel 1825, fu la volta dell’Unione dei Minatori di carbone del Northumberland e del Durhan; nel 1827, vide la luce la Società dei Falegnami e Carpentieri.
Era il 21 luglio del 1824, quando il proletariato si mise in marcia. Conoscerà ancora difficoltà, sconfitte e lutti, ma diventerà un baluardo della democrazia. Iniziò una storia gloriosa di oltre 200 anni: per la libertà e per progresso.
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