HARLEEM, NIENTE PUBBLICITÀ ALLA CARNE PER SALVARE IL PIANETA.

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09.09.2022

La scelta di Haarlem: meno carne, più ecologia.

Si sa: la produzione e il consumo di carne è uno dei principali fattori del cambiamento climatico. Convertire il sistema produttivo e la nostra alimentazione è un impegno non più rimandabile.  Per questo la città di Haarlem, in Olanda, ha deciso di fare la sua parte: ha vietato qualsiasi tipo di pubblicità relativa alla carne. Questo divieto, il primo simile nel mondo, sarà applicato dal 2024 e riguarderà tutti gli spazi pubblicitari: mezzi pubblici, pensiline o schermi nelle zone pubbliche della città. Per la precisione, l’intero provvedimento include anche delle limitazioni ai voli per le vacanze e all’impiego dei combustibili fossili.

La risposta delle aziende e la replica del Comune

L’azione legislativa della cittadina olandese è frutto di un ampio progetto nazionale nato per ridurre il consumo di carne e gli allevamenti di bestiame. L’obiettivo è riuscire a tagliare di un terzo il totale dei capi allevati, entro il 2030 così dimezzare le emissioni di gas e la concentrazione di azoto nei terreni.

Non si sono fatte attendere, chiaramente, le reazioni delle aziende di settore. A parer loro, il comune starebbe “esagerando nel dire alla gente cosa è meglio per loro”. Di recente, avevano per giunta promosso una campagna chiamata “Paesi Bassi, paese della carne” per aumentarne il consumo, facendo leva sugli annessi benefici economici.

Il consigliere comunale di Haarlem, Ziggy Klazes, esponente del partito ecologista GroenLinks, ha quindi replicato alle critiche specificando che non c’è nessun divieto di mangiare o cucinare carne. Tuttavia, come autorità pubblica, non può esimersi dall’affrontare il problema della crisi climatica e non può incoraggiare le persone a comprare prodotti che ne sono la causa

Gli studi sul consumo di carne  

La posizione del consigliere Klazes è avvalorata da alcuni studi riportati dalla FAO. Da questi emerge che le emissioni di gas serra dovute agli allevamenti di bestiame sono circa 7,1 gigatonnellate all’anno, cioè il 14,5% di tutte le emissioni di CO2 causate dagli esseri umani. Ad aggravare il quadro c’è anche la pratica dell’abbattimento delle foreste, per far spazio ai pascoli, e l’uso di fertilizzanti ricchi di azoto. In più, una ricerca di Green Peace ha evidenziato che per rendere fattibile l’obiettivo europeo di zero emissioni entro il 2050, il consumo di carne deve essere ridotto dagli attuali 82 chili annuali a persona, alla soglia dei soli 24 chili.

Ecco perché, sempre il consigliere comunale Klazes, ha commentato in diretta radio il divieto auspicando scelte simili in altre città: “È un segnale: se venisse raccolto a livello nazionale, sarebbe solo molto bello. Ci sono molti gruppi di GroenLinks che pensano che sia una buona idea e vogliono provarla”.

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