“Bollette pazze” e disservizi TARI: ecco come difendersi

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16.01.2026

La Tari (tassa sui rifiuti) è l’imposta destinata a finanziare i costi relativi al servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti. Viene calcolata in base a due componenti: una quota fissa, collegata principalmente alla superficie dell’immobile, e una quota variabile, legata al numero di occupanti o alla potenziale produzione di rifiuti. Sebbene sia un dovere civico, l’entità delle bollette è spesso oggetto di contestazione, specialmente se non corrisponde alla qualità del servizio erogato.

Il paradosso del Bonus TARI

Da quest’anno, le bollette della TARI includeranno una nuova voce di spesa: una quota aggiuntiva di circa 6 euro destinata a finanziare il Bonus TARI, ovvero agevolazioni tariffarie per le famiglie che si trovano in condizione di disagio economico (famiglie indigenti).

Questo meccanismo, apparentemente solidale, nasconde un profondo paradosso che l’ADOC denuncia: questi 6 euro vengono pagati da tutti gli utenti. Di fatto, una famiglia indigente, pur essendo la destinataria dello sconto (ad esempio di 50 euro sul totale), si trova comunque a pagare i 6 euro in più che contribuiscono a finanziare il proprio stesso bonus. È inaccettabile che una misura di sostegno venga finanziata anche da coloro che ne dovrebbero beneficiare.

Disservizi e Carta dei Servizi

L’ADOC osserva quotidianamente un’evidente sproporzione: i costi delle bollette TARI continuano ad aumentare, ma il servizio fornito non migliora, anzi, spesso si rivela insufficiente. La gestione dei servizi di igiene urbana è sotto la regolamentazione di ARERA (Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente), che ha imposto a tutte le società (municipalizzate e non) l’obbligo di adottare una Carta dei Servizi di Qualità.

Questa Carta definisce gli standard minimi di qualità che i cittadini devono ricevere. Il dato allarmante è che non solo molte società non rispettano questi standard, ma in diverse città italiane non hanno nemmeno provveduto a redigere e pubblicare la Carta dei Servizi.

Di fronte a questa situazione di mancato rispetto delle regole e di scarsa qualità del servizio, l’ADOC ritiene che sia giunto il momento di agire. Sarebbe opportuno e doveroso che ARERA sanzionasse le società di gestione che non sono in regola con gli standard di qualità definiti e, in primo luogo, con l’obbligo di redigere la Carta dei Servizi. Solo così si potrà garantire che l’alto costo della TARI corrisponda finalmente ad un servizio dignitoso.

Attenzione alle “bollette pazze” 

Stiamo assistendo ad un fenomeno sempre più frequente: i cittadini si vedono recapitare le cosiddette “bollette pazze”. Si tratta di cartelle o avvisi di pagamento errate o ancora con cifre esorbitanti che riguardano periodi non di propria competenza o ancora abitazioni o servizi non corretti.

Se i consumatori riscontrano anomalie nella bolletta, se il servizio è scadente o si desidera verificare la correttezza dei pagamenti richiesti, gli esperti dell’ADOC sono a disposizione è possibile contattare l’Associazione attraverso i seguenti canali:

Ufficio stampa e Comunicazione ADOC

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