ATTORI E INTELLIGENZA ARTIFICIALE: LA CONTRATTAZIONE SALE SUL PALCO IN DIFESA DEI LAVORATORI

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11.05.2026

Il CCNL per gli Interpreti, Attrici e Attori del comparto di produzione cine-audiovisivo del 20 dicembre 2023 contiene una specifica previsione in tema di IA (segnatamente all’art. 20). In breve, la norma prevede che in assenza di espliciti accordi tra le parti, la cessione dei diritti dell’immagine e della voce sono «leciti e validi» solo se riferiti alla diffusione e promozione del prodotto audiovisivo per cui è resa la prestazione artistica e, al contempo, che è considerata illecita la riproduzione (estrapolazione, campionamento, etc.) dell’immagine, della voce e della prestazione dell’attore per «sviluppare o addestrare» sistemi di intelligenza artificiale, facendo salve attività di post produzione fondate su ragioni tecniche e/o artistiche che non modifichino in maniera sostanziale l’immagine dell’attore attraverso sistemi di IA.

Si è trattato di un primo passaggio essenziale per introdurre la materia in un contratto collettivo nazionale e quello italiano è stato tra i primi in Europa ad includerla, rendendo di fatto il documento come antesignano sulle normative IA.

L’evoluzione veloce delle tecnologie

Con un’evoluzione degli sviluppi tecnologici quasi quotidiana – in un mercato (quello cine-audiovisivo) sempre più globalizzato – è difficile però contenere le eccezioni contrattuali proposte da chi, soprattutto fuori dall’Europa dell’AI Act, si ingegna per uno sfruttamento di diritti che elude tutele nel rispetto dei lavorator* di questo comparto.

Aiuta, in tal senso, il Decreto Interministeriale 10 luglio 2024 n. 225 (recante “Disposizioni applicative in materia di credito di imposta per le imprese di produzione cinematografica e audiovisiva di cui all’art. 15 della legge 14 novembre 2016 n. 220”) ponendo alcune prescrizioni in materia di utilizzo dell’IA ai fini dell’accesso ai benefici del tax credit per le produzioni audiovisive.

La norma all’art. 7, comma 6, contenuta nel Capo I (Disposizioni Generali) del Decreto citato, introduce l’obbligo per i soggetti richiedenti, a pena di inammissibilità della richiesta di accesso al credito d’imposta, di prevedere, negli accordi con gli autori e con gli artisti che collaborano all’opera audiovisiva, specifiche clausole che consentano a questi ultimi di «non assentire allo sfruttamento della propria opera o della propria immagine o prestazione professionale, da parte di sistemi di intelligenza artificiale».

Il decreto direttoriale del 24 aprile 2025 rep. 1601 che fornisce i criteri interpretativi in merito all’applicazione delle disposizioni in materia di intelligenza artificiale generativa contenute nel decreto “tax credit produzione nazionale” ha chiarito poi ulteriormente che – ai fini dell’ammissione al beneficio del credito d’imposta – i contratti relativi ad autori, interpreti ed esecutori dell’opera, inclusi doppiatori, adattatori e dialoghisti (d’ora in poi Artisti) devono prevedere, a pena di inammissibilità al beneficio, clausole che consentano:

  1. a) agli Autori di non assentire allo sfruttamento della propria opera, o parte di essa, da parte di sistemi di intelligenza artificiale;
  2. b) agli Artisti di non assentire allo sfruttamento della propria immagine o prestazione professionale, o parti di esse, da parte di sistemi di IAG (Intelligenza Artificiale Generativa).

Nell’Allegato 1 del suddetto decreto direttoriale al punto 3 si sottolinea che:

la DGCA verificherà il rispetto delle disposizioni sopra citate anche alla luce dei principi enunciati, in materia di IAG, dal Contratto collettivo nazionale di lavoro per Interpreti, Attrici ed Attori del comparto di produzione del cine-audiovisivo, sottoscritto in data 20 dicembre 2023. 

Nel decreto direttoriale suddetto viene ripresa l’esigenza che le linee interpretative potranno essere modificate e aggiornate, oltre che sulla base degli esiti della prima fase applicativa in corso, anche a seguito di specifici accordi tra le Parti che emergeranno dal Tavolo Permanente.

La necessità è quindi ora di organizzare il Tavolo Permanente, che dovrebbe essere composto da rappresentanti di tutti i comparti della filiera ma non ancora costituito, al fine di regolare e disciplinare gli effetti dell’evoluzione tecnologica, nonché a seguito dell’introduzione di nuovi principi normativi sul tema.

Al momento, infatti, l’Allegato 1 del decreto direttoriale è il riferimento più aggiornato in materia ma il suo ambito è limitato alla produzione di opere cinematografiche e audiovisive per le quali viene richiesto il credito d’imposta: tale principio normativo dovrebbe essere esteso a tutte le produzioni audiovisive, incluse quelle che non beneficiano del credito d’imposta (tra cui, ad esempio, le produzioni pubblicitarie o relative a campagne adv social che non sempre rispettano i principi evocati dall’art.20 del CCNL).

L’importanza dell’articolo 20 per la tutela dei diritti

L’importanza quindi dell’Art. 20 su “Intelligenza Artificiale e cessione diritti” resta quindi fondamentale punto di riferimento ma vanno intercettate le diverse realtà produttive e incanalate le esigenze di tutela dei lavorator* in un comparto che si confronta a livello internazionale dove gli squilibri di potere negoziale sono enormi, al fine di regolare e disciplinare gli effetti delle nuove evoluzioni tecnologiche e normative nel mondo del lavoro della filiera cine-audiovisiva.

La UILCOM ed UNITA (Unione Nazionale Interpreti Teatro e Audiovisivo) sono impegnate a rafforzare le tutele ed i diritti delle figure professionali interessate dall’utilizzo della IA nei vari comparti della produzione cine audiovisiva a partire dai prossimi rinnovi contrattuali.

Ufficio Comunicazione UILCOM

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