Anche il Giappone sceglie la settimana lavorativa di quattro giorni, ma perché?

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06.05.2022

Perché sempre più aziende optano per la settimana lavorativa di quattro giorni? Le ragioni sono molteplici e sono da ricercarsi principalmente nel benessere dei dipendenti e, contestualmente, nel miglioramento della produttività. La notizia è che anche in Giappone, dopo Belgio, Nuova Zelanda, Nord Europa, Usa ed Emirati Arabi, alcune aziende hanno deciso per la settimana lavorativa corta. In particolare: Panasonic Holdings Corporation, Mizuho Financial Groups e Hitachi.

GIAPPONE: I VANTAGGI DELLA SETTIMANA LAVORATIVA CORTA

Questa rivoluzione nel mondo del lavoro è frutto anche dei cambiamenti dettati dalla pandemia. Il Covid-19 ha evidenziato le problematiche legate alla compatibilità tra vita privata e lavoro. Un processo che coinvolge lo smartworking, la semplificazione di procedure troppo articolate e la possibilità di ridurre i giorni della settimana lavorativa.

Come anticipato è interesse delle aziende che hanno fatto una determinata scelta assicurarsi che il proprio personale abbia una flessibilità tale da gestire in maniera soddisfacente la vita privata e la carriera. Una manovra anche di fidelizzazione, volta sia a evitare che i dipendenti già formati e competenti non lasciano l’azienda; sia per rendersi appetibili e attrarre nuovi talenti.

C’è un altro fattore da prendere in considerazione: la produttività. Una maggiore elasticità, secondo diversi sondaggi, porta i dipendenti ad essere più reattivi e produttivi. Ne è un esempio il test effettuato, già tempo addietro, da Microsoft Japan. Il 90% dei dipendenti non solo ha accolto e risposto in maniera favorevole al cambiamento, ma ne ha anche guadagnato l’azienda che ha riscontrato un importante risparmio in termini di elettricità. Si tratta di elementi rilevanti considerando anche quanto velocemente il mondo del lavoro stia ridefinendo i propri parametri.

“GARANTIRE STABILITÀ DELLA VITA LAVORATIVA DEI DIPENDENTI”

A conferma di quanto indicato, le parole di Yuki Kusumi, presidente di Panasonic, e di Hiromi Murata, ricercatore al Recruit Works Institute. Kusumi ha esplicitato che è responsabilità dell’azienda: “garantire la stabilità della vita lavorativa dei nostri dipendenti”. Murata ha riferito al Japan Times che per le aziende si tratta di una strategia ben ponderata. “Le aziende, con la settimana lavorativa di quattro giorni, fanno in modo che il personale esperto non vada via, serve tempo per reclutare nuovo personale e formarlo per raggiungere lo stesso livello”, ha spiegato. Poi ha aggiunto: “Tanti dipendenti esperti, comprese le madri, non riescono più a lavorare cinque giorni a settimana, scegliere la settimana corta permette quindi di avere le loro competenze in azienda”.

La UIL è attenta e sensibile sul tema, per cui sono costanti le riflessioni in merito a nuovi modelli di organizzazione del lavoro. Sia per ciò che concerne la riduzione dell’orario a parità di salario, sia per quel che riguarda la soluzione della settimana lavorativa corta. La tutela del benessere delle lavoratrici e dei lavoratori resta un elemento prioritario.

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