Amazon taglia personale. Quando non si governa il cambiamento a pagare sono sempre i lavoratori
03.11.2025
Secondo organi di stampa internazionali, Amazon, uno dei più grandi players dell’e-commerce mondiale ha intenzione di eliminare nuove assunzioni in futuro. L’obiettivo, secondo quanto visionato all’interno dei documenti strategici, è quello di sostituire oltre mezzo milione di posti di lavoro con robot.
Seicentomila posti a rischio
In alcune strutture pensate per consegne ultra-rapide, l’obiettivo è creare magazzini con una presenza umana minima, arrivando ad automatizzare fino al 75% delle operazioni. Secondo le stime, entro il 2033, l’automazione potrebbe eliminare oltre 600.000 posti di lavoro negli Stati Uniti.
Queste notizie sui tagli all’occupazione e sul crescente ricorso all’automazione destano grande preoccupazione. Siamo di fronte a un passaggio cruciale, che non può essere gestito unilateralmente da un’impresa che occupa migliaia di lavoratori in Italia e in Europa.
La transizione tecnologica, se affrontata con responsabilità
La transizione tecnologica, se affrontata con responsabilità, può rappresentare un’occasione straordinaria per migliorare la qualità del lavoro e la competitività del settore logistico. Ma se l’innovazione diventa solo uno strumento per ridurre il personale e comprimere i costi, allora si rischia di aprire una stagione di forti tensioni sociali e nuove disuguaglianze.
Amazon ha il dovere – economico, sociale e morale – di accompagnare questo processo con un piano di riqualificazione e riconversione professionale dei lavoratori coinvolti. Non si può parlare di progresso se a pagare il prezzo dell’innovazione sono sempre i lavoratori.
Per questo motivo chiederemo l’apertura di un tavolo di confronto con l’azienda, per discutere strumenti di tutela occupazionale, percorsi di formazione e aggiornamento professionale e una governance condivisa dell’innovazione nel comparto logistico. Già il prossimo 13 novembre avremo un incontro con l’azienda e in tale occasione chiederemo di aprire una discussione sul tema.
Il futuro del lavoro non può essere deciso dagli algoritmi
Il futuro del lavoro non può essere deciso dalle macchine o dagli algoritmi, ma deve essere costruito insieme alle persone. Solo attraverso il dialogo e la partecipazione sarà possibile coniugare progresso tecnologico, sostenibilità sociale e dignità del lavoro.
Amazon taglia personale! Eppure, l’azienda avrebbe il dovere – economico, sociale e morale – di accompagnare il processo di cambiamento tecnologico con un piano di riqualificazione e riconversione professionale dei lavoratori coinvolti.
Non si può parlare di progresso se a pagare il prezzo dell’innovazione sono sempre i lavoratori..
Ufficio Comunicazione Uil Trasporti
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