Squilibri profondi: quando la disuguaglianza di reddito è eccessiva (e ingiusta)
29.12.2025
Il Rapporto G20 Global Inequality descrive un quadro di squilibri economici sempre più profondi. Negli ultimi quarant’anni la ricchezza privata è aumentata ovunque, mentre quella pubblica si è erosa, riducendo la capacità degli Stati di garantire servizi essenziali e politiche redistributive.
Oggi l’83% dei Paesi presenta elevati livelli di disuguaglianza di reddito, coinvolgendo il 90% della popolazione mondiale, e la concentrazione della ricchezza raggiunge picchi estremi: tra il 2000 e il 2024, l’1% più ricco ha ottenuto il 41% della nuova ricchezza globale, mentre la metà più povera solo l’1%.
Le cause della deriva
Le cause di questa deriva risiedono in un insieme di politiche che hanno favorito i grandi capitali: deregolamentazione, riduzione della progressività fiscale e crescente dipendenza dai mercati finanziari. La corporate tax media nei Paesi OCSE si è dimezzata dagli anni Ottanta, scendendo al 21,1% già nel 2021, e i miliardari scontano aliquote effettive pari appena allo 0,3% della loro ricchezza, ben lontane dal 2% discusso al G20 nel 2024.
Come correggere questi squilibri
Per correggere questa traiettoria, il rapporto indica alcune direttrici decisive. La prima riguarda una tassazione globale minima più ambiziosa: il “Secondo Pilastro” OCSE, con aliquota al 15%, è giudicato insufficiente e troppo ricco di deroghe, in grado di generare entrate molto inferiori al suo potenziale. Una soglia al 25%, come suggerito da varie istituzioni internazionali, porterebbe a recuperare oltre 500 miliardi di dollari ogni anno, frenando la concorrenza fiscale al ribasso e l’elusione delle multinazionali.
La transizione progressiva delle grandi eredità
Un secondo pilastro è la tassazione progressiva delle grandi eredità: nei prossimi trent’anni oltre 1.000 miliardari trasferiranno 5,2 trilioni di dollari ai propri discendenti, in un contesto in cui due terzi dei Paesi non tassano le successioni dirette. L’assenza di imposte sulle grandi ricchezze ereditarie cristallizza la stratificazione sociale e soffoca la mobilità intergenerazionale.
Infine, il rapporto sottolinea la necessità di un salto di qualità nella trasparenza fiscale internazionale, con strumenti comuni di rendicontazione, scambio dati e contrasto ai flussi finanziari illeciti, indispensabili per impedire che i capitali si muovano senza regole mentre il lavoro resta confinato nei sistemi nazionali.
Nel complesso, il quadro che emerge è chiaro: senza una riforma coordinata della tassazione dei grandi patrimoni, delle successioni e delle multinazionali, la crisi globale delle disuguaglianze è destinata a rimanere irrisolta.
UIL – Servizio Stato Sociale, Politiche Economiche e Fiscali, Mezzogiorno, Immigrazione
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