Shrinkflation, cos’è e in che modo colpisce il potere d’acquisto

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06.04.2022

Si chiama Shrinkflation ed è un fenomeno di cui si parla ancora pochissimo ma che sta entrando a gamba tesa nelle dinamiche di spesa. “Ingannando” i consumatori.

Il termine deriva dalla crasi dei termini anglosassoni to shrink (restringere) e inflation (inflazione).

La Shrinkflation è, sostanzialmente, una tecnica di marketing, aggressiva, che punta  a ridurre dimensioni o quantità di un prodotto, lasciando inalterato il prezzo conosciuto.

In questo modo, il consumatore – in particolare quello poco attento o troppo preso da altre dinamiche- crede di acquistare sempre lo stesso prodotto allo stesso prezzo, ma in realtà, sta subendo un vero e proprio rialzo dei costi.

Non si tratta di una tecnica nuova, ma ultimamente, con l’aumento dell’inflazione, sono diverse e sempre più diffuse le case produttrici che la stanno utilizzando: dagli alimentari (biscotti, salse, bevande, cibo per animali), ai prodotti per la casa (detersivi, carta igienica, salviette e pannolini per neonati ecc). Confezioni sempre più piccole, insomma, a parità di prezzo.

In questo modo le aziende cercano di contenere le conseguenze della crisi che stanno attraversando dovuta principalmente agli aumenti delle materie prime e delle bollette di luce e gas. A farne le spese, però, sono i consumatori. Le famiglie che si ritrovano con uno scontrino di spesa comunque più elevato e con meno quantità di prodotti da poter utilizzare.

Quella che nasce come una tecnica di marketing, si trasforma di fatto in una forma di inflazione occulta, che si aggiunge al rialzo dei prezzi che tutti abbiamo avuto modo di conoscere in questi ultimi mesi e che contribuisce a creare una generale e diffusa sensazione di incertezza. Gli stipendi, insomma, iniziano realmente a non bastare, mentre l’insofferenza verso i rincari e verso questi “trick” a danno dei consumatori sta aumentando.

Il mercato si sta adattando alla situazione di crisi, insomma, lo stesso non può dirsi del potere d’acquisto dei lavoratori dipendenti e dei pensionati. Il rischio è che, senza risposte adeguate da parte del Governo alle richieste della pancia del Paese, rappresentate anche dai sindacati, si stia andando incontro a un periodo di crisi non solo economica ma anche sociale di grande rilevanza.

 

 

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