PAGAMENTI DIGITALI, ADDIO AL CONTANTE?

Customer using phone for payment at cafe restaurant, cashless technology and money transfer concept

Il pagamento digitale non è più un tabù. C’è un’inversione di tendenza nell’utilizzo e nel modo di concepire il pagamento elettronico.

La pandemia, anche in questo, ha avuto la sua incidenza. Di fatto è stato un evento che ha segnato un punto di discontinuità con il passato.

Il nostro è un Paese che culturalmente ha sempre utilizzato il denaro contante, ma negli ultimi anni, si è registrata un’inversione di tendenza. Le campagne a favore dei pagamenti digitali sono state tante. Così come, la sempre più pervasiva presenza di app e soluzioni per le transazioni economiche contactless, ha aiutato a superare alcune barriere culturali. Il “contact” è diventato uno dei pagamenti preferiti dagli italiani, con una crescita del 66% nel primo semestre 2021, rispetto al primo semestre del 2020.

Alcune esperienze come il cashback di Stato o la lotteria degli scontrini sono state, a loro modo, un incentivo in più per “dismettere” l’uso eccessivo del contante.

I numeri sono molto positivi: nel primo semestre 2021, si è arrivati a pagare con carta 145,6 miliardi di euro, registrando una crescita pari a +23,1% rispetto agli stessi sei mesi dell’anno precedente.

Anche il numero delle transazioni è aumentato: 3,2 miliardi, con una crescita del 41% rispetto ai primi sei mesi del 2020.

Insomma, l’attitudine all’acquisto si è modificato in questi ultimi anni. Tanto che si può arrivare a ipotizzare che le abitudini di pagamento degli italiani stiano virando verso una svolta anche culturale. Complici anche le evoluzioni delle tecnologie, come il Mobile Payment, o il Wearable Payment che hanno attratto non poco i consumatori.

Le prospettive sono buone: si parla ancora di crescita, le stime dei vari istituti di ricerca e statistica, nonostante i consumi siano ancora in lentissima ripresa dopo la crisi, sono ottimiste.

Non siamo di certo ai livelli europei, ma il trend lascia ben sperare.

Le polemiche a livello politico – sociale non mancano. I livelli di discussione e i nodi da affrontare sono numerosi.

Ciò su cui vorremmo porre l’accento è che il pagamento digitale ha dei vantaggi oggettivi: ad esempio aumenta i flussi del commercio on line, semplifica i pagamenti verso la Pubblica amministrazione. C’è, però, un importante punto a favore dei pagamenti digitale: oltre ad essere uno strumento di modernità, sono anche un ottimo mezzo per ovviare alla piaga economica che morde l’Italia da decenni: l’evasione fiscale.

Il pagamento digitale, infatti, è tracciabile. Non è possibile nasconderlo e l’elusione ed evasione fiscale diventa più complessa. Parliamo di cifre enormi, da capogiro, (105 miliardi di euro) che ogni anno vengono sottratti alle casse dello Stato e che incidono in modo pesantissimo sull’intero sistema economico e, di conseguenza, sociale. Un circolo vizioso che danneggia economia ed equità sociale.

Certo è che, in questo clima di sostanziale fiducia e interesse verso il digital payment, un elemento in controtendenza è il rinvio al 2023, deciso in questi giorni, delle sanzioni ai negozianti che rifiutano i pagamenti via bancomat o carta di credito.

Sicuramente nell’uso del pagamento elettronico, si pongono delle criticità, certo. Ad esempio, non tutti gli esercenti vogliono o possono sostenere i costi del pos; non tutti i cittadini posseggono carte di debito/credito o prepagate o hanno conoscenza dei dispositivi elettronici di ultima generazione per pagare senza contante.

Le soluzioni, però, ci sono e molte sono in discussione.

Lato esercente, probabilmente, basterebbe prevedere un abbattimento dei costi in sede di detrazione ad esempio. Per i cittadini, invece, si potrebbe pensare a un sistema di apertura di conti correnti gratuiti, anche al fine di migliorare il legame con la pubblica amministrazione, nell’esercizio dei pagamenti non di consumo.

Insomma, se da un lato sta cambiando il modo di approcciarsi all’intero sistema dello scambio di denaro (basti pensare al mondo aperto dalla moneta digitale), dall’altro ci sono delle reticenze abbastanza sostenute che è necessario modificare.

Un Paese moderno ha bisogno di evolversi anche in questo.

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