Chiude la Locanda dei Girasoli

White flour flies in air on black background, pastry chef claps hands and prepares yeast dough for pizza pasta.

Chiude la Locanda dei Girasoli. Poche parole in un post nella pagina Facebook dell’attività per annunciare la fine di un progetto straordinario nato 22 anni fa.

Per chi non la conoscesse, la Locanda dei Girasoli è un ristorante-pizzeria di Roma che ha dato lavoro, per tanto tempo, a un nutrito gruppo di ragazze e ragazzi down o con disabilità cognitive. Un luogo speciale che ha dato vita a uno dei più grandi laboratori del lavoro. Un luogo che ha unito l’amore per la cucina e il grande valore dell’inclusione sociale e lavorativa di giovani diversamente abili.

La Locanda non è riuscita, nonostante varie crisi e vari tentativi di salvataggio, a tenere il passo e a combattere la crisi. Il Covid è stato un colpo troppo grosso. Si chiude così, sotto i morsi della crisi, un’esperienza che è cominciata “in silenzio”.  Con l’umilità di chi crede ancora in un modo migliore in cui l’accoglienza, la tolleranza, la pazienza, l’inclusione sociale, appunto non sono solo parole da lanciare a caso.

La Locanda dei Girasoli, così come riportato nel loro stesso sito web, è nata proprio con l’obiettivo generale di “promuovere l’inserimento lavorativo di persone con sindrome di Down, nobilitando e dando dignità alla persona attraverso un percorso individuale, di formazione e di inserimento lavorativo.”

Nell’esperienza della Locanda dei Girasoli, si concentrano tutti i valori più importanti della vita: amore per il prossimo, rispetto per sé stessi, integrazione lavorativa, territoriale, sociale. Solidarietà. E ancora, nello specifico del mondo del lavoro, formazione, nobiltà professionale.

Dispiace, e molto, che le logiche del profitto colpiscano in modo totale e con grande cinismo realtà significative come questa, mentre, nel contempo, ci sono grandi multinazionali che generano dividendi da capogiro. Il tutto senza una reale giustizia sociale, senza trasparenza fiscale e in un contesto generale in cui l’ultimo resta ultimo. Nell’indifferenza.

Non vogliamo essere indifferenti. Già in passato la Uil ha mostrato grande attenzione alle vicende, anche continue di disagio  vissute della Locanda, mettendo anche in campo, in particolari momenti di crisi vissuti dalla Locanda, strumenti e iniziative di supporto.  Ora, che questa esperienza volge al termine, sinceramente, rattrista.

Ecco perché ancora di più, bisogna insistere per cambiare il modello sociale ed economico basato esclusivamente sul profitto. Disperde valore. Colpisce non solo esperienze positive e dal grande valore sociale come quella della Locanda dei Girasoli. Colpisce il cuore del Paese. Quello che si basa sull’amore collettivo. Sulla passione delle idee. Sulla voglia di investire da un lato e lavorare dall’altro.

Parliamo di cambiamento. Parliamo di futuro. Parliamo di un mondo in cui non è il profitto la linea guida di tutto.

 

 

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