Il Servizio Civile compie 20 anni. Ma la storia è molto più lunga

Servizio Civile

Il 15 dicembre si celebra la Giornata Nazionale del Servizio civile universale, quest’anno intitolata “Far crescere i giovani. Far crescere l’Italia.”

La data scelta per celebrare la Giornata Nazionale ricade esattamente con quella in cui è stato istituito nel 1972, con la Legge n. 772, che ha sancito il diritto all’obiezione per motivi morali, religiosi e filosofici al servizio militare.

Prima di allora esisteva solo il carcere per chi “obiettava” al Servizio Militare, previsto nella Costituzione.

I movimenti non violenti, la partecipazione delle personalità intellettuali e la presa di posizione di alcuni ambienti cattolici fecero sì che si iniziò a discutere di inserire una possibilità di scelta già dagli anni ’50.

Alla fine degli anni Sessanta centinaia di giovani residenti nella Valle del Belice, la zona siciliana distrutta dal terremoto del 1968, rifiutarono in massa di presentarsi in caserma per il servizio militare come forma di protesta nei confronti dello Stato.

E il numero di giovani che preferivano il carcere all’arruolamento nelle Forze Armate continuava a crescere negli anni successivi così da diventare un “caso” a cui dover trovare una soluzione.

Sulla spinta di questi movimenti il 15 dicembre del 1972 viene approvata la cosiddetta “Legge Marcora” (dal nome del deputato democristiano firmatario della proposta) che a pochi giorni dal Natale permetteva ai giovani “obiettori” di poter uscire, finalmente, dal carcere.

Dal 1972 la normativa è stata ripresa e modificata più volte, anche sulla spinta di interventi della Corte costituzionale.

Ad oggi la scelta di svolgere il Servizio Civile è, ormai, completamente scissa dall’obbligo di leva che è decaduto a partire dal 1 gennaio 2005.

Nel 2001, con la Legge n. 64, nasce ufficialmente il Servizio Civile nazionale come lo conosciamo oggi: un servizio volontario destinato ai giovani dai 18 ai 26 anni, aperto anche alle donne, che intendono effettuare un percorso di formazione sociale, civica, culturale e professionale attraverso l’esperienza umana di solidarietà sociale, attività di cooperazione nazionale ed internazionale, di salvaguardia e tutela del patrimonio nazionale.

Ogni anno sono oltre 50.000 i giovani che decidono di fare l’esperienza del Servizio Civile che per molti si è dimostrata un’occasione importante di formazione e crescita personale e professionale.

I settori di intervento in Italia e all’estero che vedono impegnati gli operatori volontari sono:

  • assistenza
  • protezione civile
  • patrimonio ambientale e riqualificazione urbana
  • patrimonio storico, artistico e culturale
  • educazione e promozione culturale, paesaggistica, ambientale, dello sport, del turismo sostenibile e sociale
  • agricoltura in zona di montagna, agricoltura sociale e biodiversità
  • promozione della pace tra i popoli, della nonviolenza e della difesa non armata promozione e tutela dei diritti umani; cooperazione allo sviluppo
  • promozione della cultura italiana all’estero e sostegno alle comunità di italiani all’estero.

Per i giovani oggi è previsto, inoltre, il riconoscimento e la valorizzazione delle competenze acquisite, al fine di consentirne l’utilizzo in ambito lavorativo e nei percorsi di istruzione.

Far crescere i giovani e il Paese, grazie al Servizio Civile, è una conquista che in molti hanno pagato anche con il carcere. Un dono fatto da nonni e genitori per quei nipoti che con passione e professionalità portano avanti progetti di valore sociale su tutto il territorio nazionale.

E che negli ultimi due anni abbiamo visto in prima linea per far funzionare il Sistema anche nel delicato periodo della Pandemia.

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