Sostenibilità e tecnologie, quale impatto sull’occupazione?

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Stiamo vivendo anni di profonde trasformazioni, tutte strettamente interconnesse tra loro: cambiamenti climatici, sfide scientifiche e tecnologiche, pandemia e problematiche per la salute, lavoro e occupazione. Si inseriscono in un contesto già instabile a causa delle numerose problematiche di carattere economico e sociale che condizionano il Paese, in genere con un profondo divario tra Nord e Sud Italia. Oggi, se da un lato il mondo del lavoro è sempre più orientato alla digitalizzazione, dall’altro lato istituzioni, parti sociali e aziende pongono grande rilevanza anche al tema della sostenibilità.
Quale impatto avranno tecnologie e sostenibilità sul mondo del lavoro? Quali risvolti per l’occupazione?

Prima di rispondere a queste domande è opportuno fare chiarezza su alcuni concetti: sostenibilità, digitalizzazione e tecnologie.

La sostenibilità rappresenta la condizione di un modello di sviluppo in grado di assicurare il soddisfacimento dei bisogni della generazione presente senza compromettere la stessa possibilità alle generazioni future. Questa è la definizione di sostenibilità fornita per la prima volta nel 1992, in occasione della prima Conferenza ONU sull’ambiente. Nel 2005 poi, in occasione del Summit mondiale sullo sviluppo sostenibile, sono state individuate le 3 dimensioni che caratterizzano la sostenibilità: sviluppo sociale, sviluppo economico e salvaguardia dell’ambiente.

La digitalizzazione è l’insieme dei processi di trasformazione che prevedono l’implementazione di nuove tecnologie e strumenti, digitali e no, necessari per adattarsi ai tempi e migliorare processi e flussi delle aziende. La parola tecnologia, invece, deriva dalle parole greche “techne” e “loghía”, rispettivamente “arte, abilità” (nel senso di “saper fare”) e “studio”. Si può quindi definire la tecnologia come l’insieme delle metodologie tecniche usate dall’uomo per creare cose, risolvere problemi e migliorare le proprie condizioni di vita.

Digitalizzazione, tecnologie e sostenibilità sono tre lati della stessa medaglia: la sostenibilità è il fine; le tecnologie sono il medium – cioè il mezzo che permette di raggiungere quel fine; e la digitalizzazione descrive il processo del far proprie alcune tecnologie dell’uso quotidiano, lavorativo e personale. Per evitare che i mezzi violino il medium, è importante rispettare tutte le dimensioni della sostenibilità. Non solo economia, non solo ambiente ma anche le persone, la società.

Sostenibilità, digitale e tecnologie possono servirsi a vicenda per ridisegnare scenari, modelli e contesti economici, ambientali e sociali adatti al tempo che viviamo. Quando ciò avviene l’impatto che le tecnologie possono avere sulla sostenibilità è sicuramente positivo.

Sul fronte dell’occupazione il discorso è più complesso. L’avanzamento tecnologico renderà molte professionalità sempre più obsolete. Molti posti di lavoro andranno persi ma ne nasceranno tanti altri nuovi. I governi e le imprese che realmente vorranno abbracciare la sostenibilità, devono farsi carico delle problematiche che le proprie scelte di business avranno sulle opportunità e la qualità del lavoro. La sostenibilità delle aziende (e dello stesso mercato) dipende anche dalla capacità delle stesse di tutelare e garantire la salute, la sicurezza e, quindi, il benessere dei lavoratori.

La sfida principale del futuro che ci attende è quella di un cambiamento socioculturale. Occorre invertire il paradigma di pensiero attuale: non l’economia ma le persone e gli ecosistemi devono tornare ad essere il centro delle politiche aziendali, sociali e occupazionali. L’obiettivo dovrà essere quello di creare valore per i territori in relazione alle persone, all’ambiente e, di conseguenza, anche al mercato. Individui, aziende, politica e governi: tutti siamo chiamati a dare il proprio contributo se vogliamo riuscire a cambiare il presente che viviamo e i possibili scenari futuri.

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