Le Olimpiadi dell’anno dispari: tra rinascita e sostenibilità

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L’annuncio è stato dato il 24 marzo 2020: il rinvio, causa pandemia, della 32esima edizione dei Giochi olimpici al 2021. È la prima volta che l’Olimpiade si svolge in un anno dispari. Dopo averle ospitate già nel 1964 Tokyo è il palcoscenico dello sport mondiale.

Il Giappone è un paese distante, un mondo a sé. Un mondo che da una parte incuriosisce e dall’altra ti strega per la sua riservatezza esclusiva che produce mistero e che, mai come questa volta, in occasione proprio dei Giochi olimpici posticipati, degli stadi vuoti, delle quarantene forzate, delle mascherine in ogni luogo, delle zone protette, della vita sospesa, appare più vicino a noi. Forse perché tutto ciò, come fosse la celebrazione di un rituale, quello dello sport, interagisce così profondamente con la vita.

Capire la terra del Sol Levante vuol dire immergersi nel suo passato, totalmente. Significa ammirare quegli inchini e quei gesti quasi teatrali. Significa ammirare il rispetto incondizionato per tutto e tutti. Significa perdersi dietro le tradizioni millenarie fino ad oggi lasciate al riparo da ogni colonizzazione. Significa guardare con rispetto la conservazione dei culti antichi, dallo scintoismo originario per via delle divinità, all’induismo zen con riferimenti al Giappone feudale. In tutto questo risiede la vera natura di questo Paese.

Un Giappone che dalla Seconda Guerra Mondiale ha saputo rinascere, sino a diventare il terzo polo industriale del pianeta. Sospeso, in perfetto equilibrio, fra modernità e tecnologia avanzatissima e salvaguardia delle tradizioni dove trovano spazio accanto alle arti marziali, dal kendo all’aikido, dal judo al karate, le pratiche più singolari, espressioni di una ricerca mirata, prossima al perfezionismo, dall’ikebana all’origami e all’antica cerimonia del tè.

Queste sono le Olimpiadi del Terzo Millennio o dell’Era Covid, scusate se è poco! Sono le Olimpiadi più green e sostenibili mai organizzate. Pensate che i giapponesi stessi hanno donato alla causa apparecchiature elettroniche e metalli recuperati da tonnellate di smartphone per realizzare le 1089 medaglie in palio. La stessa torcia olimpica è stata costruita con i rifiuti di alluminio degli alloggi del terremoto del 2011.

Sono le Olimpiadi del non si butta via nulla, tutto si ricicla. Ed ecco che torna la tradizione antica, che non si perde ma diventa spunto per il moderno vivere. Cosa facciamo quando un oggetto si rompe? L’istinto è quello di gettarlo via, buttarlo. Bene, è un’occasione persa. Secondo i giapponesi questo vale anche per noi, quando ci sentiamo persi, a pezzi e non riusciamo a risalire la china. I nipponici hanno dato all’arte di aggiustare un nome: kintsugi, “riparare con l’oro”. L’arte che esalta le ferite e che non riguarda solo gli oggetti, ma è un insegnamento di vita.

Il kintsugi è una terapia che aiuta a trasformare le ferite in momenti di forza, le pene dell’esistenza in gioia.

Quella gioia provata con la resilienza di Gianmarco Tamberi: Gimbo, l’uomo che salta più in alto, la medaglia d’oro nel salto in alto. E quel gesso portato a Tokyo divenuto da simbolo dell’infortunio a talismano della felicità. Quel gesso che invece di riportare le firme di parenti e amici ha su scritto: ‘Road to Tokyo 2020’, col 2020 cancellato e sotto aggiunto ‘2021’.

E poi c’è l’uomo più veloce del mondo, Marcell Jacobs, medaglia d’oro nei 100 metri. L’italiano nato in Texas, passato attraverso tanti problemi fisici e riemerso psicologicamente dall’assenza del padre grazie alla sua mental coach. Il velocista che vive e si allena a Roma.

Due ori fantasmagorici. Che cambiano la spedizione dell’Italia, la storia dell’atletica, la sua stessa esistenza. Che ci dicono che possiamo sempre ripartire dallo Sport per essere più coesi. Due medaglie (e non solo queste due) che sono un insegnamento per tutti: facciamo un passo indietro e guardiamo le cose che sono accadute con una prospettiva diversa. Un cammino lungo. E in tempo di Covid non può che farci bene.

Foto Alfredo Falcone – LaPresse
Alessandra Perilli prende una storica medaglia
Foto Alfredo Falcone – LaPresse
Odette Giuffrida – Judo

Foto Gian Mattia D’Alberto / LaPresse
Gregorio Paltrinieri ITA, argento 800 sl
Foto Gian Mattia D’Alberto / LaPresse
staffetta Italia 4×100 mista – Bronzo
Foto Alfredo Falcone – LaPresse
Tokyo 
Finale Fioretto Femminile
Foto Alfredo Falcone – LaPresse
Tokyo 
Sciabola Finale Oro
Foto Alfredo Falcone Tokyo ( Giappone)
Giochi della XXXII Olimpiade Tokyo 2020
Cerimonia d’apertura

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