TERZO MILLENNIO, STRUMENTO DI CAMBIAMENTO

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Rispondere alla crisi di fiducia dei cittadini verso la democrazia delegata e della rappresentanza è uno dei grandi interrogativi che investono le Istituzioni e le grandi organizzazioni complesse, chiamate a individuare nuovi strumenti di ascolto e comunicazione, nuovi linguaggi e canali di costruzione del dibattito, nella certezza che la sempre più rapida trasformazione della società e del mercato lavoro imponga al Sindacato una eguale capacità di posizionamento e di gestione dei processi decisionali.
La rete, che pure non è esente da rischi, è oggi il luogo più idoneo per realizzare tale processo, consentendo un’interlocuzione potenzialmente illimitata con i diversi segmenti della popolazione, con le diverse condizioni occupazionali, con i loro diversi problemi, superando la falsa narrazione di un Sindacato capace di parlare ai soli lavoratori subordinati o ai soli iscritti. Di parlare, cioè, ai soli lavoratori che oggi, con malcelata malafede, vengono sempre più spesso identificati come privilegiati per il solo fatto di avere un lavoro regolare. Con questi 15 milioni di lavoratori del settore privato e del pubblico dialogherà certamente il portale “Terzo Millennio”, confrontandosi sulle scelte che quotidianamente il Sindacato è chiamato ad affrontare, cercando di discutere insieme sui rinnovi contrattuali, sulle scelte da adottare o sulle rivendicazioni da sostenere, nella consapevolezza che i diritti dei lavoratori sono il risultato di un impegno costante, di un presidio culturale e di un’azione quotidiana necessaria a scongiurarne l’arretramento.
Ma anche i quasi cinque milioni di disoccupati e lavoratori precari, attualmente presenti in Italia troveranno nel portale Terzo Millennio uno strumento di supporto, di conoscenza e di servizio; ne rappresenteranno il bacino elettivo i 10 milioni di lavoratrici, gli oltre 2 milioni di lavoratori stranieri e i quasi 3 milioni di lavoratori poveri, manifesto di una economia liberale troppo speso indifferente alle condizioni materiali del lavoro e ai diritti anche minimi. Ma ne saranno anche i potenziali autori che, secondo un principio di democrazie diretta e deliberativa, dovranno contribuire a definirne il profilo, le gerarchie, i contenuti.
Lo spazio d’azione del portale “Terzo Millennio” dovrà quindi lasciarsi contaminare – e quindi costantemente riscrivere – dalla domanda sociale emergente dai cittadini e da tutti i segmenti dal mondo del lavoro, non limitandosi cioè a dare voce alle istanze dei non rappresentati, ma divenendone esso stesso la voce, generando una dinamica virtuosa tra la nuova domanda di rappresentanza e la cultura del Sindacato, costruendo così nuovi raccordi e riaffermando con forza l’attualità della funzione storica e sociale di una grande organizzazione ancora capace di raccogliere il contributo dei propri iscritti e di riconnettersi a quelle fasce di lavoratori e cittadini oggi distanti dall’offerta di rappresentanza, tutele e servizi che il Sindacato continua a sostenere.
Se il portale “terzo Millennio”, la nuova agorà della UIL, saprà rispondere a questi complessi obiettivi, costituirà un pilastro irrinunciabile nell’azione del Sindacato – affiancando la rete dei presidi territoriali – è dispiegherà una nuova capacità attrattiva come autorevole riferimento per il dibattito pubblico.
Il vuoto generato dalla sostanziale dissoluzione delle organizzazioni di massa può dunque essere colmato da un nuovo strumento di ascolto e comunicazione, di costruzione del dibattito e di generazione dei processi decisionali.
Oggi se ne avverte profondamente il bisogno. Le premesse sono eccellenti, il bisogno cui si intende rispondere è evidente: occorrerà dunque dare gambe, intelligenza, cuore e anima a un’idea affinché possa dispiegare le ali per trasformarsi in un concreto e riconoscibile strumento di cambiamento.

Fabio Piacenti – EURES

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