RAFFAELLA CARRÀ, ESEMPIO DI DONNA DEL TERZO MILLENNIO.

Energia e pensiero, compostezza e libertà. Simbolo di coraggio e di emancipazione femminile, fuori dagli schemi, sempre elegante e raffinata ma con la determinazione di una donna che sa cosa vuole dire, cosa vuole fare, senza scendere a compromessi. Sono gli insegnamenti più preziosi che lascia in eredità a ogni donna Raffaella Carrà.

Un’icona, un simbolo, un esempio.
Una donna che ha stravolto senza prepotenza gli usi e i costumi degli anni ’70, che ha riempito gli occhi con il luccichio delle paillettes negli anni ’80, che si è seduta nei salotti di tutti con le carrambate degli anni ’90, che ha incantato in ogni suo progetto e apparizione televisiva, in Italia e all’estero, a dispetto di un’età mostrata sempre con fierezza negli anni 2000 e oltre.

Un caschetto biondo, sbarazzino, canzoni “leggere” che, come direbbe Calvino, hanno la potenza di “planare sulle cose dall’alto” raccontando desiderio e determinazione nel raggiungere la consapevolezza forte della libertà inviolabile della donna, in ogni sua scelta di vita.

Siamo nel 2021. Mostrare l’ombelico non fa più scandalo eppure i femminicidi riempiono le pagine della cronaca, come fosse quasi normalità, i reality show mostrano anche con imbarazzante fierezza dinamiche di relazioni tossiche in cui la donna è sempre “quel passo indietro”, sul web si rincorrono ironie e litigi veri e propri sui post delle “mamme pancine”, donne spesso giovani e giovanissime che, alle soglie del terzo millennio, sembrano fisse in uno scatto delle prime polaroid. Gonne lunghe, sguardi spenti, niente lavoro se non per necessità e nei ruoli più umili, senza diritti, né contratti. Come se per loro non esistesse una dimensione di appagamento diversa al di là del sacrificio costante per la famiglia e fuori da ogni desiderio totalmente proprio.

Un danno enorme per la società, per l’economia che perde e disperde senza saperlo, ogni giorno, talenti immensi di cui nessuno è ancora veramente consapevole.

E allora cantiamola insieme Raffaella, quella esplosiva che “balla da capogiro senza respiro” con la gioia di essere, di scegliere, di “fare l’amore da Trieste in giù, ma sempre con chi hai voglia tu”, quella che a Santa Fè si perde con Pedro Pè, una donna nuova per donne nuove per esorcizzare un modo di pensare che dà fastidio ma che è ancora tanto diffuso e per il quale serve, tanto, tantissimo, una rivoluzione culturale profonda.
Per la serenità di una società che può contare sulla Donna come risorsa travolgente, quella marcia in più che Raffaella ci ha fatto vedere che esiste. Eccome.

Entra anche tu nella community TERZO MILLENNIO: parliamone insieme!

Condividi su facebook
Facebook
Condividi su twitter
Twitter
Condividi su linkedin
LinkedIn