EXTRA TASSA SUI PROFITTI IN ECCESSO. LA SCELTA GIUSTA NEL MOMENTO GIUSTO.

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La situazione di emergenza pandemica ha portato i Paesi occidentali e in particolare Europei a trovarsi in condizioni simili a quelle che si hanno in tempo di guerra.  Governi e società devono affrontare costi economici colossali per far fronte a milioni di lavoratori che perdono il posto di lavoro e milioni di imprese che falliscono. Le vecchie ortodossie economiche stanno crollando. I governi dovranno inevitabilmente aumentare la spesa pubblica. La domanda da porci è la seguente: in che modo le società e le economie affronteranno questi costi? Chi nella società dovrà sopportare questo fardello?

 

Noi riteniamo che sia giunto il momento di riequilibrare alcune storture generate dalla globalizzazione senza regole degli ultimi decenni per poterne uscire rafforzati. Forse potremmo immaginare di introdurre, anche temporaneamente, una tassa sui profitti in eccesso, che colpisca quelle aziende che hanno maturato extraprofitti durante la crisi pandemica?

 

La storia ci offre alcuni insegnamenti. Durante la Prima guerra mondiale sia Regno Unito che Stati Uniti introdussero una tassa simile sul profitto in eccesso di tutte quelle aziende che si erano arricchite a dismisura durante la guerra (ad esempio chi produceva armamenti militari). Fu introdotta una aliquota dell’80% sui profitti in eccesso. Qualcosa di simile accadde anche nella Seconda guerra mondiale.

 

D’altronde fu lo stesso Keynes all’epoca della Seconda guerra mondiale a prevedere un simile piano per il Regno Unito.

Oggi potrebbe essere il caso di colossi farmaceutici oppure aziende digitali e social network i cui profitti sono aumentati a dismisure durante la pandemia?

 

In un rapporto pubblicato da OXFAM 6 mesi fa, è emerso che la Pandemia ha creato mezzo miliardo di nuovi poveri, a fronte di 109 miliardi di extra-profitti realizzati da 32 multinazionali nel solo 2020.

Secondo le stime l’88% di questi extra profitti andrà a remunerare gli azionisti, arricchendo in gran misura chi già è ricco.

Quello della tassazione del profitto eccesso, è un ragionamento auspichiamo possa essere fatto a livello Europeo. La Gran Bretagna lo farà dal 2023 (aumentando aliquote per profitti sopra una certa soglia) gli Stati Uniti stanno introducendo misure simili e hanno aperto ad accordi relativi alla tassazione minima globale delle multinazionali: una rivoluzione di metodo e approccio rispetto all’epoca trumpiana. Parliamo di due stati con spirito fortemente liberista. Se lo fanno loro perché non discuterne a livello nazionale ed europeo?

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